Vannacci, visionario dalle corti vedute

L’UDC ha invitato a Mendrisio Roberto Vannacci, autore del libro auto-edito “Il mondo al contrario” (2023).
Il testo ha allertato e indignato numerosi lettori a causa dei suoi contenuti aggressivi e offensivi verso minorità e categorie di persone definite dal generale “non normali” (immigrati/e, LGBT+, femministi/e ecologisti/e, famiglie arcobaleno,…). L’autore spiega la “non normalità” sulla base di fattori statistici: all’interno di una nazione o di un esteso gruppo di persone, chi non corrisponde alle caratteristiche prevalenti, va considerato “non normale”. Il generale procede accostando l’a-normalità alla legittimazione dell’odio e della sua esternazione. Legare il “non normale” con l’odio e la sua manifestazione è una manovra che dovrebbe allarmarci tutti. Vannacci infatti, non promuove un semplice pensiero, ma un vero e proprio richiamo ad agire con violenza contro chi si considera divergente in quanto aderente ad altri stili di vita. Eludendo il diritto degli altri a non venir insultati e incoraggiando a discriminare le minoranze, Vannacci agisce contro i princìpi della democrazia: sotto lo slogan della libertà di espressione, il generale sbandiera gli anti-valori dell’intolleranza e dell’uniformità di pensiero. Nel libro emerge il desiderio di Vannacci di forgiare un mondo a sua immagine  e somiglianza dove egli stesso si erge a modello da seguire e imitare e dove patriarcato, eterosessualità e spirito nazionalistico sono inviolabili e immutabili. “Il mondo al contrario” esplicita il progetto folle di un visionario dalle corte vedute. Malgrado l’ingenuità intellettuale dell’autore, le sue intenzioni restano pericolose e permeate da violenza. Vannacci non è il benvenuto a Mendrisio e molte persone, normali o non (?), biasimano il partito UDC per averlo invitato.

Antonia Boschetti, PS-Mendrisiotto, apparso il 5 gennaio 2025 su Ticinonews

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