Una voce a difesa del servizio pubblico

Colgo con piacere la possibilità di rispondere allo scritto del signor Terrani, pubblicato su questo giornale e dal titolo “Rete Due, il silenzio della politica”. Lo faccio da un lato per ribadire l’operato del Partito socialista, ma soprattutto per riportare al centro dell’attenzione la difesa di Rete Due e, più in generale, del servizio pubblico e della cultura. Un tema per noi centrale. Tanto da prendere immediatamente posizione già il 5 ottobre, a seguito della pubblicazione del piano di risparmio che è alla radice dello smantellamento di Rete Due. In quell’occasione abbiamo scritto al Governo cantonale e alla deputazione ticinese una lettera aperta con la richiesta di intervenire affinché si correggesse il tiro, soprattutto nei confronti del Ticino.

Per dimostrare l’attivismo del Ps a tal riguardo mi basta ripercorrere i fatti, che trovo Terrani abbia ripreso solo in parte. Immediatamente dopo il lancio della petizione la nostra rappresentante alla Camera alta, Marina Carobbio, ha inoltrato un’interpellanza al Consiglio federale i cui contenuti sono chiari, netti, schierati: “Il progetto Lyra lede il mandato della Concessione Ssr, oltre a mettere a rischio posti di lavoro”. Nell’atto si sottolinea il lavoro di approfondimento culturale svolto, l’impossibilità di riversare questi contenuti su altri vettori della Rsi col conseguente, inaccettabile, impoverimento qualitativo. E se come dice Terrani “di questo lavoro non si hanno ancora i risultati” è semplicemente perché alle Camere federali le risposte agli atti parlamentari avvengono in presenza durante le sedute, nella fattispecie in programma il 16 marzo. Non abbiamo margine di manovra in quest’ambito sennò l’avremmo usato.

Dello stesso tenore pure un atto parlamentare presentato in Ticino, con primo firmatario il collega deputato Ps Raoul Ghisletta e sottoscritta da tutta la commissione formazione e cultura (eccetto gli esponenti Lega/Udc). Oltre all’ambito istituzionale abbiamo alimentato il dibattito pubblico sul tema: il 15 dicembre infatti è apparso un contributo pubblico sul Corriere del Ticino di Anna Biscossa, vicecapogruppo in Gran Consiglio e già presidentessa cantonale, dall’inequivocabile titolo “Difendere Rete due e il servizio pubblico”. In quelle settimane abbiamo anche a più riprese informato sul tema e sostenuto la petizione tramite i nostri canali (social media, newsletter, sito).

Ma non è la “difesa” del nostro operato lo scopo di questo articolo. Scrivo per dire che sul fondo sono d’accordo con Terrani, per ribadire (se fosse ancora necessario), una posizione netta che auspico verrà seguita da tutti i progressisti nei vari gremi, istituzionali ma anche interni alla Rsi. Seguiamo con attenzione e preoccupazione, oltre all’evoluzione di questo sciagurato progetto e in generale lo smantellamento del servizio radiotelevisivo, anche le denunce di mobbing e molestie. Guai a cadere in un giustizialismo mediatico che purtroppo abbiamo conosciuto da vicino in questo cantone. Prima di pronunciarci nel merito perciò aspettiamo, rigorosamente e nel rispetto dei ruoli, i risultati delle inchieste avviate. In ogni caso sosteniamo con convinzione il sindacato dei mass media, auspicando che ogni possibile misura di maggior protezione delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché di parità di trattamento a partire dal Direttore della Rsi, venga implementata, al di là del risultato delle inchieste.

Saluto con entusiasmo tutti e tutte coloro che vorranno rompere il silenzio, dando voce a queste importanti battaglie, a difesa di Rete Due, della cultura, del servizio pubblico e di chi vi lavora.

Articolo di Fabrizio Sirica, apparso su La Regione l’11 febbraio

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