Ci sono cose che si imparano a nascondere. Un sorriso con la bocca chiusa. Un lato della faccia da cui si mastica meno. Una visita dal dentista rimandata ancora una volta, sperando che possa aspettare.
Le cure dentarie sono spesso così: invisibili finché non diventano urgenti. E in quel momento molte persone scoprono una realtà molto semplice: in Ticino, ancora oggi, curarsi i denti dipende troppo spesso dal proprio reddito.
Per questo il 14 giugno voterò convintamente SÌ all’iniziativa per il rimborso delle cure dentarie. Un’iniziativa che propone di introdurre un’assicurazione cantonale obbligatoria per le cure dentarie di base, con l’obiettivo di garantire un accesso più equo alle cure.
Si parla spesso di “cura” in modo astratto.
Ma la cura vera è concreta. È poter andare dal dentista prima che il problema peggiori. È non dover scegliere tra una fattura e la propria salute. È evitare che una persona rinvii per anni un trattamento per paura dei costi. Oggi molte persone posticipano o rinunciano alle cure dentarie per ragioni economiche. E quando si aspetta troppo, il problema diventa spesso più grave, più doloroso e più costoso. Non solo per il singolo, ma anche per la collettività.
Gli oppositori parlano soprattutto di costi.
È giusto discuterne seriamente. Ma dovremmo anche chiederci quanto costa una società che lascia indietro chi non può permettersi cure essenziali. Perché i denti non sono un lusso estetico. Sono salute, dignità, relazioni, lavoro. Sono anche autostima.
In questi anni abbiamo imparato quanto sia fragile il confine tra sicurezza e vulnerabilità. Basta poco: una separazione, un lavoro perso, premi di cassa malati sempre più alti, figli da mantenere. E una cura dentistica può diventare improvvisamente irraggiungibile.
Questa iniziativa non promette miracoli.
Ma introduce un principio importante: la salute non deve dipendere dal conto in banca. È una scelta di solidarietà, prevenzione e responsabilità collettiva. Una scelta che mette al centro le persone.
Perché la salute non dovrebbe fermarsi davanti ai denti. E la dignità nemmeno davanti a una fattura.
Martina Malacrida, Corriere del Ticino 28 maggio