Sono molto contento per la Svizzera e per il Ticino che abbia vinto il no all’iniziativa Ssr. Devo però ammettere che ho trovato seducente uno degli argomenti del fronte del sì, da loro molto utilizzato, anche se credo c’entrasse poco con il tema in votazione. Sarebbe bello a questo punto che tutti i partiti collaborassero per portarlo avanti, visto quanto sembra sentito. Sto parlando del tema degli stipendi dei manager della Ssr, che anch’io trovo alti.
Nel settore privato va anche peggio, con stipendi che superano il milione di franchi. Secondo me è una vera ingiustizia: chi è a capo di una grande azienda ottiene molto di più del valore che crea per la collettività, ma può decidere che stipendio ricevere grazie alla posizione che ricopre. Lo Stato ha il potere di frenare l’impennata degli stipendi dei manager (nel pubblico e soprattutto nel privato) aumentando la tassazione dei redditi più alti. Per fare degli esempi, aumenterei tutte le aliquote sopra i 500’000 franchi di reddito annuo, e a partire da 1 milione si potrebbe avere una aliquota del 70%. Una tassa così alta si applica solo alla parte che supera il milione, ma di lì in poi ogni 1’000 franchi 700 vanno in tasse. Risulterebbe molto meno conveniente alzarsi gli stipendi, i soldi rimarrebbero in azienda per fare investimenti o assumere altre persone, oppure tramite le tasse finirebbero alla collettività. Purtroppo negli ultimi anni invece di aumentare le tasse ai più ricchi le abbiamo diminuite, anche per questo gli stipendi dei manager continuano a salire. Se si vuole invertire la rotta bisogna fare qualcosa, trovare soluzioni concrete e non continuare a usare scuse come la fuga dei super-ricchi, ampiamente esagerata e contro la quale gli Stati hanno molti strumenti, se li vogliono usare.
Articolo di Niccolò Del Conte, PS Lugano, apparso il 17 marzo 2026 su LaRegione