Cosa si deve ancora aspettare per la necessaria creazione di un fondo per il clima, sempre più urgente ed auspicabile visti i disastri ambientali con cui siamo spesso confrontati? La Svizzera non è immune da eventi climatici estremi, con perdite di vite umane e ingenti danni al territorio.
Il dibattito sul clima oggi ha reso la popolazione consapevole della problematica, anche se sussistono persistenti resistenze di una parte dell’imprenditoria spinta dall’interesse privato. Con queste resistenze si ritiene non necessaria la creazione di un fondo per il clima e si sostengono teorie fuorvianti allo scopo di raggiungere il proprio obiettivo economico, facendo così ulteriormente ritardare interventi oramai urgenti per il nostro territorio.
Un fondo per il clima è necessario ed opportuno per attuare una politica preventiva che possa ridurre il più possibile i rischi di danni da fenomeni climatici estremi, Il denaro proveniente dal fondo per il clima serve, sotto forma di interventi mirati, alla tutela del territorio, e di conseguenza a ridurre rischi sull’incolumità fisica dei cittadini.
La prevenzione, oltre a farci risparmiare parecchi milioni di tasse dei contribuenti per riparare i danni, può anche creare un volano economico con ricadute positive sul territorio, con un evidente doppio vantaggio per tutti i cittadini.
Un chiaro Sì al referendum dell’8 marzo per un fondo per il clima è un regalo che dobbiamo fare a noi, ai nostri figli e a tutte le future generazioni, verso cui abbiamo il dovere di lasciare un territorio vivibile e sicuro.
articolo di Daniele De Blasi e Renato Rossini, consiglieri comunali del PS Morbio Inferiore, apparso sul Corriere del ticino il 24 febbraio