Se lo Stato rifiuta le cure a chi ne ha più bisogno

In Ticino si sta discutendo se riattivare la lista nera per i morosi di cassa malati. La lista è stata sospesa durante il periodo della pandemia. Il 58% dei Comuni ticinesi chiede di reintrodurla con l’effetto di sospendere le cure a chi non paga la cassa malati.

La prassi della blacklist è in vigore dal 2012. In Svizzera sono ora solo cinque i Cantoni che applicano il metodo della lista nera; quattro Cantoni hanno deciso di abolirla, 17 non ne hanno mai fatto uso. Il Consiglio federale si è più volte espresso contro la blacklist, pur rispettando l’autonomia dei Cantoni.

Il Canton Lucerna ha sospeso la lista nera lo scorso anno con l’obiettivo di abolirla. (…) “Una lista che costa un milione di franchi l’anno e non serve a far diminuire i morosi e in più va contro importanti principi etici. Non temiamo un aumento dei morosi, da anni siamo stabili attorno ai 4’500. Questo ci fa capire che per far fronte al fenomeno, la blacklist e la penalizzazione di chi non vuole pagare non sia lo strumento adeguato. Ciò che viene recuperato è sostanzialmente irrisorio. Differenze evidenti fra i Cantoni che hanno la lista nera e chi no, non sono riscontrabili. Più logico è il parallelismo con l’ammontare dei premi: più alti sono, più morosi ci sono; più sono contenuti, meno morosi ci sono” (…).

Identica decisione per il Canton Vallese: (…) “Abbiamo deciso di non allestire la lista nera perché riteniamo che le conseguenze sarebbero gravi. La sospensione delle cure riguarderebbe tutta la famiglia, figli compresi, e questo anche per malattie croniche come diabete o asma, che non rientrano nel concetto delle cure d’urgenza. Le conseguenze sono inumane e pongono un problema di natura etica. Chi si trova confrontato con attestati di carenza beni e precetti esecutivi, ha già tutta una lunga serie di problemi da affrontare come per esempio trovare un appartamento. Questo per dire che non è certo con una misura del genere (lista nera) che lo aiutiamo ad uscire dalle difficoltà e nemmeno ad avere effetti positivi sulle finanze cantonali” (…). Samia Hurst-Majno, della Commissione nazionale d’etica per la medicina umana, è del parere che (…) “la lista nera penalizza le persone che più avrebbero bisogno della medicina. La sospensione delle cure mediche come punizione è inappropriata e sproporzionata. L’esclusione di queste persone è in contraddizione con gli obiettivi dell’accesso universale alle cure. Garantire solo cure d’urgenza agli assicurati morosi non è sufficiente ed è pericoloso perché un trattamento medico può essere urgente anche se la persona non è in pericolo di vita” (…). Un esempio per tutti è il caso capitato nel Canton Grigioni dove un assicurato moroso malato di Aids in seguito alla sospensione dell’accesso alle cure morì. Dopo questo tragico episodio il Canton Grigioni ha deciso di sospendere la blacklist.

La questione è allo studio della Commissione del Gran Consiglio sanità e sicurezza sociale e a breve passerà al Gran Consiglio. Mi permetto di ricordare, a chi dovrà prendere questa decisione, i principi sanciti dalla nostra Costituzione cantonale: Art.13: Ogni persona nel bisogno ha diritto (…) alle cure mediche essenziali. Art. 14: Il Cantone provvede affinché (…) ogni persona bisognosa di aiuto per ragioni di età, d’infermità, di malattia o di handicap possa ricevere le cure necessarie e disporre di sufficiente sostegno. La soluzione non è quella di negare le cure alle persone che più ne avrebbero bisogno, ma attuare al più presto la riduzione dei premi di cassa malati: più alti sono più morosi ci sono, più sono contenuti meno morosi ci saranno.

Articolo di Willy Lubrini, PS Mendrisiotto e Basso Ceresio, pubblicato il 25 marzo su laRegione

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