Progetto Distrinova: l’inaccettabile leggerezza della Posta

Come sappiamo la Posta Svizzera sta elaborando un nuovo progetto denominato Distrinova. In sostanza si tratta di una nuova organizzazione della distribuzione degli invii postali attraverso anche l’istallazione di nuove macchine che servono alla messa assieme del giro di recapito. Attualmente il progetto è in fase di sperimentazione in alcune regioni della Svizzera. Sperimentazione che sta però sollevando rabbia fra la popolazione che si vede recapitata la posta al pomeriggio contrariamente a quelli commerciali che la ricevono al mattino. Anche l’autorità di regolazione del mercato postale (PostReg) ha preso posizione in merito chiedendo alla Posta di ritirare il progetto poiché crea appunto una disparità di trattamento a favore dei clienti commerciali che non è accettabile.
Da parte nostra va detto che sin dall’avvio di questo progetto avevamo reso evidente questo aspetto di creare una società a due velocità che ancora una volta se pensiamo alla chiusura degli uffici postali – e qui esprimiamo un plauso e la nostra solidarietà ai cittadini di Torricella che difendono a denti stretti il proprio ufficio – andrà a penalizzare la popolazione. Ma soprattutto avevamo messo in guardia l’azienda e l’opinione pubblica sugli effetti negativi che Distrinova avrà sull’occupazione. Si calcola infatti che l’introduzione di queste nuove macchine porterà al taglio di circa 3’000 posti di lavoro.
In contemporanea a questi test la Posta sta ora organizzando delle assemblee con il personale e da questo mese fino a metà ottobre promuoverà poco più di dieci incontri. Lo scandalo è che i dipendenti non solo si dovranno annunciare ma avranno i posti limitati a 150 per volta. Una cosa inaccettabile per non dire di peggio.
Vi sono in gioco qualche cosa come 3’000 posti di lavoro su 16’000 ma unicamente 1’500 dipendenti dopo essersi annunciati avranno la possibilità di porre domande e avere informazioni sul proprio futuro.
Lo stesso discorso vale evidentemente per la nostra regione. In Ticino e Mesolcina vi lavorano circa 1000 persone 900 nel recapito e un centinaio presso il sottocentro lettere di Cadenazzo ma solo 150 avranno la possibilità di partecipare all’incontro previsto il prossimo 12 ottobre.
Una scandalosa ed inaccettabile leggerezza della Posta Svizzera che si vanta di essere un’azienda socialmente responsabile. Se fosse effettivamente così non solo avrebbe organizzato più incontri dando la possibilità a tutti di partecipare ed essere informati e nello stesso tempo avrebbe riconosciuto come tempo di lavoro effettivo quindi pagato il tempo dedicato alla riunione.
Ma oramai si sa. l’attività principale della Posta Svizzera dal 2002 ad oggi è quella di conseguire il massimo profitto a scapito del personale e della popolazione.

Sindacato della Comunicazione
Angelo Zanetti

Massagno 23.08.2010