Principi di sostenibilità da ancorare negli scopi di Banca Stato e IPC

Inoltrate da Verdi e Partito Socialista due iniziative legislative elaborate

La piazza finanziaria svizzera è tra le più grandi del mondo. Le attività economiche finanziate con il denaro da essa gestito provocano fino a 20 volte più gas serra di tutte le emissioni della Svizzera. Attualmente, secondo alcune stime, i flussi monetari concorrono a un riscaldamento globale di 4–6 gradi Celsius, mentre sarebbe sopportabile senza conseguenze gravi solo un riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi. E` quindi necessario che anche banche e casse pensioni diano il loro contributo per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile in generale e di protezione del clima in particolare. 
Nel rapporto sulla mozione di Francesco Maggi del 2016 intitolata «non danneggiamo il clima con i soldi pubblici» redatto da Fabrizio Garbani Nerini (PS) e a cui ha aderito la Commissione Ambiente Territorio ed Energia prima e il Governo poi, dopo un’approfondita analisi si giungeva alla conclusione che essa non era «lo strumento più idoneo per implementare la richiesta». E questo perché «gli scopi principali di IPCT (Istituto di Previdenza del Canton Ticino) e di BancaStato sono definiti in specifiche leggi». Per questo motivo il gruppo dei Verdi e quello del Partito Socialista hanno inoltrato due iniziative legislative elaborate per modificare gli scopi di BancaStato e di IPCT.

La proposta di modifica legislativa dello scopo di Banca Stato, primo firmatario Matteo Buzzi (Verdi), introduce il principio dello sviluppo sostenibile (economico, sociale e ambientale) e quello di una politica degli investimenti che stimola la decarbonizzazione dell’economia e non contribuisce a danneggiare il clima. I principi della sostenibilità ambientale non sono una novità a livello di banche cantonali: Basilea-Città, Vaud e Zurigo già li prevedono nelle rispettive leggi.

Con la proposta di modifica legislativa dello scopo di IPCT, prima firmataria Daria Lepori (PS,) si vuole invece orientare alla sostenibilità gli investimenti della cassa pensioni, mediante la scelta di soluzioni rispettose di criteri ed indicatori ESG (Environmental, Social and Governance).

I due gruppi parlamentari auspicano che queste due modifiche legislative puntuali possano essere accolte al più presto dal Gran Consiglio affinché il settore finanziario ticinese in mano pubblica possa dare finalmente un esempio virtuoso e contribuire direttamente o indirettamente allo sviluppo sostenibile del Cantone.

Per ulteriori informazioni:

Matteo Buzzi, Verdi, e Daria Lepori, PS