Per un dibattito di livello sui livelli

Le reazioni al messaggio sul superamento dei livelli hanno già fatto capire che si discuterà soprattutto in termini di contrapposizione di schieramenti anziché su elementi fattuali. L’abolizione dei livelli non è contestata da nessuno, perché il sistema non regge più. All’inizio la selezione, perché di questo si tratta, veniva fatta sulla base di tre materie (francese, matematica, tedesco), poi portate a due (matematica e tedesco). Un modo per istillare nelle ragazze e nei ragazzi di 12-13 anni il concetto della competizione a tutti i costi e per far vivere le famiglie con il costante assillo della media necessaria in quelle due materie. Il Gran Consiglio ha chiesto una sperimentazione di due anni in sei sedi e adesso che ci sono un bilancio e una proposta operativa si cominciano a mettere i distinguo, le opposizioni, gli ostacoli. La sperimentazione è stata accompagnata e valutata dall’Alta Scuola Pedagogica di Coira, ha coinvolto istanze anche esterne alla scuola e al Dipartimento, ha insomma tutti i crismi per essere applicata. Non dimentichiamo che si tratta di una riforma tecnica che riguarda l’insegnamento di due materie, non è la soluzione di tutte le questioni aperte nel mondo della scuola, è semmai un tassello, pur se importante. Ho incontrato con la Commissione Formazione e Cultura alcuni docenti che hanno praticato questa sperimentazione. Ho visto persone impegnate, entusiaste, capaci di portare un modo di insegnare aperto e consapevole. Soprattutto ho colto un senso di beneficio per allieve e allievi, ma anche per i docenti, che hanno voglia di lanciarsi in un’operazione positiva, che toglie pressione e peso alle note per dare centralità ai bisogni di ragazze e ragazzi. La codocenza non è una passeggiata, necessita impegno e aggiornamento continuo, necessita anche investimenti finanziari in un cantone che, non dimentichiamolo, è al 24esimo posto in Svizzera per la spesa pro capite per allievo tra i 4 e i 14 anni. Gli oppositori a prescindere agitano lo spettro del livello che si abbassa e che non permette ai migliori di emergere. Nulla di più falso e mai provato perché anche i più bravi traggono beneficio da un clima sereno durante le lezioni e resteranno sempre bravi. Il rallentamento viene semmai da chi si oppone al cambiamento.

Maurizio Canetta, La Regione 4 maggio

Beitrag teilen:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Animation laden...Animation laden...Animation laden...

Newsfeed