Non tutte le strade passano dal Gottardo

I festeggiamenti per i 100 anni della Ferrovia Locarno-Domodossola arrivano proprio in un momento che mette in luce quanto questa storica tratta ferroviaria internazionale sia stata declassata, e quanto sarebbe utile potenziarne il servizio per migliorare i collegamenti del nostro Cantone con la Svizzera occidentale.

La chiusura della canna ovest della Galleria di base del Gottardo per oltre un anno a seguito del noto incidente, e la deviazione sulla linea di montagna dei treni passeggeri con aumento di un’ora del percorso, ha riportato utenti sulla Locarno-Domodossola che però offre ormai un servizio ridotto a nove corse giornaliere, la prima in partenza da Locarno alle 7.50, l’ultima alle 17.50, con tempi di percorrenza di 1h e 54 minuti per 50 km di tratta, poco più di 25 km/h. Quando la Centovallina attraversava ancora la Città di Locarno in superficie, passando per viale Isolino, impiegava 1h30’: il primo treno da Locarno partiva alle 5.40 e l’ultimo da Domodossola alle 21.50. Dopo il notevole investimento per toglierla dalle strade cittadine interrandola da Muralto a Solduno, il servizio è progressivamente stato ridotto e i tempi di percorrenza dilungati (1h45’ nel 2010, 1h53’ attuali), in controtendenza con il generale sviluppo delle ferrovie.

Neanche l’apertura della galleria di base del Lötschberg nel 2007 che avvicinava il Ticino a Berna è stata sfruttata: si prometteva di ripristinare una corsa la mattina presto, mai vista, per poi accontentarsi della crescita dei turisti impegnati nel circuito del risotto.

Il potenziale del collegamento via Sempione lo possiamo leggere nei tempi di percorrenza degli Eurocity: da Domodossola a Berna 1h36,’ a Sion 1h20’, a Losanna 1h54’, a Ginevra 2h33’. Alla mia interrogazione “Centovalli express quo vadis” al Consiglio federale (Cf) che chiedeva tra l’altro se il governo potesse intervenire affinché l’orario fosse esteso la mattina e la sera, il Cf rispose: “A oggi non sono pervenute richieste relative all’offerta sulla tratta Locarno-Domodossola, né da parte italiana né svizzera. Similarmente, nel quadro della fase di ampliamento 2035 non sono state inoltrate richieste in questo senso da parte del Canton Ticino o del Canton Vallese”. Eppure nell’ambito della fase di ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria 2035 citata dal Cf e votata dalle Camere nel 2019 si investe nel tratto Locarno-Intragna per introdurre la cadenza di 30 minuti, mentre le Fart hanno ordinato nuovi elettrotreni per 98 milioni. Ma il tratto italiano rimane un trenino panoramico turistico da 25 km/h.

Intanto il Ticino si lamenta e chiede risarcimenti per l’ora in più al Gottardo che ci isolerebbe dalla Svizzera, ma non vuole sfruttare la via del Sempione potenziando la Locarno-Domodossola, oppure promuovendo la Mendrisio-Varese-Gallarate che quando fu proposta al Gran Consiglio nel 2005 il Consiglio di Stato scriveva del “miglioramento dei collegamenti con la Romandia, Lugano-Losanna in 3h15’, invece delle attuali 5h20’ ”; e nel messaggio del Consiglio federale del 2007 “Collegamento Ffs Mendrisio confine nazionale Varese”, si leggeva che il nuovo tratto offriva l’opportunità “per un collegamento efficiente fra la linea del San Gottardo e quella del Sempione (via Gallarate)”. Ma a Gallarate, città di 50mila abitanti con connessione in 16 minuti a Varese (80mila abitanti) e a Malpensa gli Eurocity via Sempione non si fermano.

Invece di rivendicare improbabili risarcimenti, l’incidente al Gottardo avrebbe potuto spingere il Cantone ad aggiungere corse mattutine e serali da e per Domodossola e finalmente considerare che i collegamenti con il resto della Svizzera non devono necessariamente passare tutti dal Gottardo, c’è anche il Sempione: ci sono altri binari da sfruttare senza grandi investimenti.

Articolo di Bruno Storni apparso su LaRegione 28 novembre

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