Il dieci è indubbiamente un chiodo fisso della destra elvetica. Nel 1970 l’iniziativa Schwarzenbach voleva limitare gli stranieri al 10% e generò grande paura tra molte persone ben integrate. Se il prossimo 14 giugno sarà accolta l’iniziativa per una Svizzera da 10 milioni di abitanti (siamo a 9,1 mio oggi), l’Unione democratica di centro getterà nel caos l’economia e le istituzioni. Alla disdetta degli accordi bilaterali tra Svizzera ed Europa farà seguito l’instaurazione di un’economia isolazionista. Dato che la Svizzera non è grande e potente come gli Stati Uniti (350 mio di abitanti) e che è circondata dall’Unione europea (450 mio abitanti), i prezzi dei prodotti saliranno, la disoccupazione aumenterà parallelamente alla riduzione delle esportazioni e le condizioni di lavoro logicamente peggioreranno. Quanto alle pensioni esse si assottiglieranno, perché il finanziamento complessivo dei lavoratori attivi si ridurrà. Lo affermano in modo chiaro e netto gli economisti dell’Unione sindacale svizzera. Gli arroganti milionari Udc che finanziano iniziative popolari a raffica (siamo appena usciti dalla seconda votazione sullo smantellamento della radiotv nazionale) guadagneranno potere dal caos, mentre per la gran parte della popolazione svizzera le cose non potranno che cambiare in peggio.
A livello cantonale la strategia del caos è il pane quotidiano di tutto il centrodestra, che ne combina di ogni colore per soddisfare i propri interessi di bottega. Dopo aver fatto di tutto per non applicare i sussidi cassa malati votati dal popolo, ora sostiene un’iniziativa popolare costituzionale per la neutralizzazione dell’aumento delle stime. Vende la neutralizzazione delle stime come una tutela dei piccoli proprietari e degli inquilini, quando invece è sempre la solita storia di “affamare” lo Stato (lo “starve the beast” di Reagan) affinché non possa finanziare in questo momento l’aumento dei sussidi per la cassa malati. Tutti gli esperti poi sanno che la neutralizzazione dell’aumento delle stime va a grande vantaggio dei ricchi immobiliaristi, i quali hanno approfittato a mani basse della crescita dei prezzi dei terreni e degli immobili. Tutti gli esperti sanno infine che i piccoli proprietari possono essere tutelati, aggiustando le deduzioni fiscali sociali con una semplice modifica di legge decisa dal Parlamento ticinese.
Votiamo quindi due chiari no alle iniziative caotiche della destra.
Raoul Ghisletta, La Regione 27 maggio