No al decreto d’austerità di Morisoli

«Nell’attuale crisi, una volta tanto, non bisogna essere troppo puntigliosi, anche dal punto di vista politico, poiché rischieremmo altrimenti di assistere a una reazione a catena nell’economia.». Leggendo queste parole si potrebbe pensare che a pronunciarle sia stato Keynes, famoso economista del XX secolo che ha sempre sostenuto la necessità di un intervento statale nell’economia, in particolare durante i momenti di crisi. Ma non è così: si tratta infatti di una citazione di Economiesuisse fatta durante la crisi pandemica. Per evitare un’ondata di fallimenti e di licenziamenti, il Ticino e la Svizzera si sono mostrati proattivi, investendo miliardi in misure di sostegno come le Ipg, i crediti Covid per le aziende e i crediti ponte per le persone in difficoltà, o ancora in incentivi come “Vivi il tuo Ticino” e molto altro. Queste misure hanno permesso di evitare un disastro economico, con gravi conseguenze anche sul tessuto sociale, e hanno mostrato l’importanza di uno Stato presente con finanze solide che, oltre ai propri compiti ordinari, possa intervenire in caso di necessità straordinare a sostegno della cittadinanza e delle Pmi.

Sembrerebbe che ci sia però chi non ha imparato nulla dagli ultimi due anni, riproponendo le vecchie ricette dell’austerità e del pareggio di bilancio a tutti i costi: il “Decreto Morisoli”, sul quale voteremo il prossimo 15 maggio, chiede di raggiungere il pareggio del conto economico entro il 2025 con misure di contenimento della spesa, senza riversamento di oneri sui Comuni e senza agire sul fronte delle entrate. Tradotto dal politichese: si taglia sulle uscite e si rinuncia a investimenti futuri!

Un approccio incomprensibile particolarmente in questo momento storico: siamo appena usciti da una pandemia e all’orizzonte si stanno profilando nuove difficoltà come il rincaro energetico e l’inflazione in seguito alla guerra in Ucraina, ma anche l’ennesimo aumento dei premi cassa malati. Oltre a ciò, il Ticino dovrà nei prossimi decenni affrontare sfide epocali come l’invecchiamento della popolazione, la fuga dei cervelli, il cambiamento climatico e la precarizzazione del mercato del lavoro.

Allo stesso tempo i partiti della Destra che sostengono questo Decreto sono gli stessi che propongono (ulteriori!) sgravi fiscali alle persone più ricche, mettendo così davvero sottopressione le casse del Cantone e alimentando ancora di più le disuguaglianze. Rigidità contabile sul fronte delle uscite, regali fiscali a chi non na he bisogno sul fronte delle entrate? Diciamo NO a questa gestione finanziaria miope e irresponsabile il 15 maggio!

Laura Riget, articolo apparso su La Regione il 21 aprile