Il nostro Deputato al Gran Consiglio Fabrizio Sirica ha inoltrato la mozione “Lavoro malato, lavoro che fa ammalare”, sottoscritta da
Raoul Ghisletta, Laura Riget, Anna Biscossa, Nicola Corti, Carlo Lepori , Tatiana Lurati, Henrick Bang, Daniela Ghirlanda Pugno e Ivo Durisch.
I rischi psico sociali legati al mondo del lavoro sono un fenomeno preoccupante e in continuo aumento. Le sue cause sono molteplici: la precarizzazione dellimpiego, intesa non soltanto come forme di lavoro atipico (interinale, su chiamata, sottoccupato) e le relative difficoltà economiche, ma anche lorganizzazione del lavoro stessa, con ritmi sempre più serrati e inconciliabilità tra vita privata e professionale.
Questo contesto lavorativo ammalato è purtroppo terreno fertile per lesplosione di malattie professionali gravemente invalidanti e segnanti: burn out, depressione, ansia e insonnia. I costi umani ma anche economici derivati dallo stress sono impressionanti, nel 2015 la Segreteria di Stato delleconomia li stimava a 4.2 miliardi.
Levoluzione allarmante e la dimensione di gravità del fenomeno sono attestate da molti studi scientifici, i quali misurano dei parametri differenti ma che permettono di fotografare una situazione allarmante in Ticino.
Il Job stress index 2018 attestano un peggioramento dallultima rilevazione del 2016, affermando che oggi i lavoratori che dichiarano di non avere sufficienti risorse per portare a termine il proprio compito (percependo così un costante grado di stress) si attestano al 27.1%, quasi una persona su tre è stressata!
Per il Barometro sulle condizioni di lavoro, studio pubblicato ogni anno che nasce dalla collaborazione di Travail.suisse e lAlta scuola specializzata bernese, dipinge un quadro preoccupante per quel che concerne i rischi psico-sociali. Aumenta il grado di chi si sente spesso stressato (40%), aumenta di 3 punti la percentuale di chi riscontra problemi tra vita professionale e privata (21.5%) e incrementa il numero di persone che lavorano anche da malate. Ma a stupire è lelevato numero di lavoratori e lavoratrici (anche questo parametro in aumento) che temono di perdere il proprio posto di lavoro, un fattore di stress psicologico e di precarietà lavorativa non indifferente. Il Ticino è purtroppo fanalino di coda, nel nostro cantone sono il doppio rispetto alla svizzera tedesca le persone che temono per il proprio impiego.
Queste condizioni generali creano danni importanti alla salute delle salariate e dei salariati, come attesta lUfficio federale di statistica, che nellindagine sullo stato di salute del 2017 rivela cifre a dir poco scioccanti: in Ticino il 54.1% delle persone assume settimanalmente farmaci. I ricercatori puntano il dito contro le condizioni di lavoro e riconducono ad esse il grave peggioramento che si è registrato negli ultimi 25 anni, erano infatti il 35.2% nel 1992 i cittadini che consumavano farmaci settimanalmente.
Questo scenario catastrofico impone al cantone di intervenire.
Sotto il cappello dellOrganizzazione sociopsichiatrica cantonale vi è il servizio del Laboratorio di psicopatologia del lavoro, che tratta più di 200 pazienti allanno fornendo un importante sostegno individuale, oltre che mediazioni aziendali, formazioni e interventi collettivi. Questo servizio è importante anche perché è fondamentale riuscire ad intervenire il prima possibile, prevenendo così laggravarsi delle situazioni e con esse dei sintomi.
Mentre la Divisione delleconomia ha deciso di rafforzare lufficio dellispettorato del lavoro e collabora dal 2015 con la Seco, opera anche in collaborazione con gli ambienti economici una sensibilizzazione nei confronti delle imprese.
Ma anche se la direzione è quella giusta, i dati ci dicono chiaramente che queste misure non bastano.
Con questa mozione si chiede che il Consiglio di Stato agisca investendo molte più risorse per contrastare lesplosione dei rischi psico-sociali e le malattie professionali ad essi correlate. Più precisamente:
RAFFORZARE LA PREVENZIONE A LIVELLO CANTONALE
- Si chiede che ci sia una sensibilizzazione dellopinione pubblica riguardo al sostegno che si può ottenere qualora si avvertono problemi di salute legati al contesto lavorativo, ad esempio attraverso spot televisivi e comunicazioni a mezzo stampa;
- Creare una help line in cui si può ottenere informazioni utili e se richiesto un aiuto, un supporto; deve essere gestita da personale adeguatamente formato, deve essere conosciuta, accessibile e garantire lanonimato;
- Rafforzare il laboratorio di psicopatologia del lavoro: questo servizio è di grande aiuto e permette di dare sostegno ai dipendenti in difficoltà, è però fondamentale che venga maggiormente conosciuto e rafforzato in termini di unità lavorative e nel suo ruolo formativo, di consulenza e primo aiuto;
RAFFORZARE IL CONTROLLO IN GENERALE
- Lufficio dellispettorato del lavoro deve verificare non soltanto gli aspetti riguardanti la contrattualistica, deve anche verificare lorganizzazione del tempo di lavoro (è risaputo che unorganizzazione mal fatta incrementa i rischi psico-sociali e la compatibilità con la vita privata) e lo stile di gestione dei dipendenti;
- Sottoporre ai dipendenti di aziende controllate dallispettorato e con più di 10 collaboratori un formulario (che deve poter essere anonimo e che indaga rispetto al clima di lavoro e al trattamento) in modo da poter intervenire imponendo se caso dei corsi di formazione per la gestione del personale; solo così si può prevenire casi di mobbing e rischi di burn out;
- Rafforzare la collaborazione con il laboratorio di psicopatologia, se vi è il lasciapassare da parte del paziente, intervenire nei posti di lavoro patologici;
- Dopo un anno dallentrata in vigore dellispettore supplementare, fare un bilancio delloperato per verificare se è sufficiente o va rafforzato il suo operato con lassunzione di altri ispettori;
IL CANTONE E GLI ENTI SUSSIDIATI DEVONO DARE IL BUON ESEMPIO
Il Cantone e gli enti sussidiati devono attivarsi in questo ambito come modello. Pertanto si chiede che lo Stato e gli enti sussidiati adottino le seguenti misure:
- lorganizzazione da parte dellIspettorato del lavoro di indagini indipendenti ed esaustive sul clima di lavoro nel Cantone e presso gli enti sussidiati, con la pubblicazione dei risultati;
- lobbligo per lo Stato e per le strutture beneficiarie di sussidi di autocertificare pubblicamente che sono dotate di personale qualificato sufficiente e che lo impiegano nelle mansioni previste dalle loro qualifiche, come pure che sostituiscono tempestivamente le assenze per garantire la qualità delle cure e dellassistenza, oltre che un lavoro con carichi normali;
- lobbligo per lo Stato e per le strutture beneficiarie di sussidi di pubblicare unautocertificazione in base alla quale essi non ricorrono al lavoro gratuito fatto da stagisti e praticanti sfruttati, che limitano a situazioni eccezionali il lavoro su chiamata/precario, e le esternalizzazioni (pulizie, ecc.);
- lobbligo per lo Stato e per le strutture beneficiarie di sussidi di pubblicare unautocertificazione in base alla quale essi rispettano le normative della legge sul lavoro relative a rispetto del riposo settimanale (max. 6 giorni consecutivi), rispetto del riposo giornaliero (almeno 11 ore di riposo), rispetto alla limitazione del lavoro su massimo due domeniche al mese;
- la tolleranza zero per lo stile di gestione autoritario e verticistico: lo Stato deve sospendere i sussidi agli enti con gestioni autoritarie e verticistiche fino al ripristino della normalità;
- lindennizzo e il ricollocamento del personale che denuncia situazioni di clima di lavoro negativo e che viene ingiustamente licenziato.