L’unità della sinistra non è un dettaglio

L’articolo di Tommaso Soldini e Nelly Valsangiacomo del 24 febbraio scorso coglie un tema centrale e apre un dibattito necessario: in una fase in cui avanzano attitudini politiche antidemocratiche e autoritarie e si normalizzano linguaggi che colpiscono le persone più fragili, la mancanza di unità della sinistra non è un dettaglio. È una questione molto importante. Nei giorni scorsi è stata presentata la ‘Casa progressista’ ed è stato anche pubblicato un appello di militanti per un fronte progressista di opposizione.
Collaborazione e unità non significano partito unico, né fusione organizzativa, né necessariamente presentarsi sempre insieme alle elezioni. Vuol dire costruire convergenze politiche solide su obiettivi chiari, assumere posizioni comuni quando sono in gioco diritti, giustizia sociale e qualità della democrazia, coordinare le forze su temi decisivi per il Paese. L’esperienza dell’alleanza rossoverde del 2023 ha aperto proprio questo percorso: ha dimostrato che è possibile lavorare insieme a partire dai contenuti. Da lì si deve ripartire.
Le priorità sono evidenti e devono tradursi in scelte precise. Una fiscalità più equa. È necessario tassare in modo più incisivo i grandi patrimoni, partendo dall’imposta sulla sostanza che nel nostro Cantone ha certamente margine, con lo scopo di ridurre la distanza crescente tra chi concentra ricchezze importanti e chi fatica a sostenere il costo della vita. Senza una redistribuzione più coraggiosa non si combattono le disuguaglianze strutturali né si può migliorare il servizio pubblico. Una fiscalità più equa è anche una condizione per garantire più risorse alla sanità, alla scuola, alla lotta alla povertà, alla transizione ecologica.
Rafforzare la scuola pubblica, inclusiva e accessibile, come pilastro di una società equa. Oggi c’è chi teorizza una scuola “a più velocità”, chiedendo di separare i bambini e favorire i più “forti” a scapito dei più fragili. C’è chi vorrebbe un sistema formativo in cui l’offerta dipende dal reddito e in cui il pubblico viene progressivamente indebolito a vantaggio del privato. Una scuola pubblica forte è uno strumento fondamentale di emancipazione, coesione sociale e democrazia.
Contrastare con fermezza le derive autoritarie e neofasciste, che si manifestano nelle proposte politiche, nel linguaggio e nella progressiva delegittimazione delle istituzioni democratiche. Questo significa difendere lo Stato di diritto e la centralità del bene comune rispetto agli interessi particolari. Significa anche opporsi alla concentrazione dei poteri economici e finanziari che svuotano – oltre che le casse dello Stato – la politica della sua funzione e del suo valore. La tutela del servizio pubblico, la protezione del lavoro dignitoso e del potere d’acquisto – anche attraverso la riduzione dei premi di cassa malati –, la costruzione di una società paritaria e la difesa dei più deboli, delle persone migranti e delle minoranze, restano assi irrinunciabili.
Una democrazia si misura pure da come essa protegge chi ha meno voce e meno potere. La sinistra, nella sua storia, ha saputo costruire proposte a partire da analisi rigorose delle trasformazioni economiche e sociali, traducendo l’idea di uguaglianza e di giustizia sociale in cambiamenti concreti. Oggi deve continuare a farlo con la stessa lucidità e con accresciuta determinazione: elaborare soluzioni credibili, talvolta radicali, capaci di intervenire sulle cause strutturali delle disuguaglianze e di produrre miglioramenti reali nella vita quotidiana delle persone: salari più giusti, servizi pubblici di qualità e costo della vita sostenibile. L’unità come progetto politico per collaborare nel rispetto reciproco e decidere su priorità condivise. Per opporsi alle derive della società, ma soprattutto per costruire qualcosa di migliore insieme. Perché una sinistra che sa coordinare le proprie forze rafforza i diritti delle cittadine e dei cittadini, limita i privilegi, riequilibra i rapporti di potere, rende più solida la democrazia e più giusta la società.

Articolo di Marina Carobbio, consigliera di stato, apparso su Laregione l’11 marzo 2026

Beitrag teilen:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Animation laden...Animation laden...Animation laden...

Newsfeed