La bicicletta e l’astronave ticinese

L’iniziativa popolare cantonale volta a neutralizzare l’impatto fiscale causato dall’aumento dei valori di stima immobiliari pone alle cittadine e ai cittadini un quesito ingannevole che mi ricorda una storiella che sentivo da bambina: chi vuole andare sulla luna deve avere volontà, coraggio ed abnegazione per diventare astronauta; poi deve avere a disposizione un’astronave, la bicicletta non basta!

Vedo lo stesso problema nell’iniziativa in votazione il 14 giugno, che vuole negare alla collettività la possibilità di finanziare tramite imposte eque servizi essenziali per la popolazione, come scuole, ospedali, sicurezza, trasporti pubblici, nidi, doposcuola, cure a domicilio ecc.: la luna.

Ricordo che il Tribunale federale ha deciso che il valore di stima ufficiale non può essere inferiore al 70% di quello venale. Ora il valore di stima del patrimonio immobiliare ticinese, che vale 166 miliardi di franchi, viene stimato solo 71,4 miliardi, ossia soltanto il 40% del valore effettivo. Il Ticino tassa in modo totalmente illegale la sostanza immobiliare a vantaggio dei ricchi (per le persone meno abbienti ci sono delle deduzioni fiscali) e l’iniziativa popolare dei partiti di destra inganna il popolo, chiedendo di inserire nella Costituzione cantonale di continuare a privilegiare i ricchi.

L’astronave è pronta: l’aggiornamento dei valori di stima ci offre la possibilità di incassare 430 milioni di franchi all’anno (404,5 milioni in maggiori tributi e 25,5 milioni in minori sussidi suddivisi tra Cantone e Comuni), adeguando finalmente il carico fiscale sui beni immobiliari. E risolvendo il problema dei disavanzi milionari che colpiscono i bilanci del Cantone e dei Comuni.

L’iniziativa vuole lasciarci solo la bicicletta, che già ora spingiamo faticosamente in salita e che arranca al ritmo di continui tagli alle prestazioni ai cittadini. Non arriveremo mai sulla luna se non ci diamo i mezzi per farlo.

Ecco perché voterò «no» all’iniziativa per la neutralizzazione delle stime.

Silvia Rossi. Corriere del Ticino, 23 maggio

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