Diciamo NO all'ingiusta Riforma fiscale!

Abbiamo consegnato il 9 febbraio 10’000 firme contro l’ingiusta riforma fiscale che vuole sgravare fiscalmente chi guadagna più di 30’000 franchi al mese mentre si tagliano i sussidi di cassa malati, i contributi al settore sociosanitario e i salari dei dipendenti pubblici! Il referendum lanciato dal comitato “Stop ai tagli”  contro la riforma fiscale, approvata dal Gran Consiglio ticinese nella sua sessione di dicembre 2023 è quindi riuscito. Prepariamoci ora alla votazione di giugno!

La riforma fiscale in breve

La riforma fiscale prevede la riduzione dell’aliquota massima ai fini dell’imposta sul reddito al 12% per chi ha redditi molto alti, con un’imponibile di almeno 300’000 franchi. Questo corrisponde a un salario netto mensile di almeno 30’000 franchi. A trarne un beneficio importante saranno però soprattutto le persone con un'imponibile superiore a un milione di franchi. A ciò si aggiunge una riduzione generale dell’aliquota (-1,66%), l’aumento delle deduzioni per le spese professionali a 3'000 franchi, un adeguamento delle imposte di successione e uno sgravio al momento del ritiro del secondo pilastro. Mentre le ultime misure ci vedono d’accordo, troviamo assolutamente innaccetabile e incomprensile la proposta di ridurre le imposte per chi guadagna più di 30'000 franchi: si tratta di un regalo a chi non ne ha bisogno!

A regime la riforma costerà 56 milioni di franchi all’anno al Cantone e 23 milioni ai Comuni, che hanno già espresso la propria contrarietà.

L'altra faccia della medaglia: il preventivo 2024

Questa riforma fiscale è ancora più incomprensibile se inserita nel contesto politico e finanziario del Cantone: il preventivo 2024, nonostante proponga 130 milioni di tagli sui sussidi di cassa malati, sui salari dei dipendenti pubblici e sui contributi al settore sociosanitario, prevede un disavanzo di 105 milioni. Ora più che mai, con le finanze in profondo rosso a causa dei quasi 200 milioni di sgravi degli ultimi anni, non c’è margine per nuovi sgravi a chi non ne ha bisogno. È inoltre uno schiaffo alle persone più fragili e al ceto medio chiedere loro di fare sacrifici quando contemporaneamente si fanno regali a chi guadagna più di 30'000 franchi.

Oltre ad avere lanciato il referendum contro questa ingiusta riforma fiscale, il comitato "Stop ai tagli" si oppone anche al preventivo 2024. Dapprima con la mobilitazione in piazza prevista per sabato 20 gennaio, successivamente se necessario con il referendum. Maggiori informazioni sull'apposito sito:

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