Interrogazione – Il Piano direttore cantonale e superfici di avvicendamento colturale (SAC)

Il 24 settembre scorso l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ha emesso il rapporto d’esame per l’approvazione del Piano Direttore del Canton Ticino elaborato nel 2009.
L’Ufficio federale reputa che in generale il nuovo Piano direttore del Canton Ticino (PD09) rispetta le prescrizioni legislative federali e per questo può essere globalmente approvato se non per l’applicazione dei valori riguardante l’esposizione ai rumori in alcuni comparti.
Il rapporto d’esame elenca però una serie di richieste di adeguamento del piano direttore da effettuare nelle prossime revisioni. Il documento si sofferma con particolare attenzione su un tema delicato: quello delle superfici di avvicendamento colturale (SAC) tema della presente interrogazione.
Le osservazioni dell’Ufficio federale riguardante il territorio agricolo non sono particolarmente incoraggianti e appaiono perfino severe nei confronti d’un Ticino che da una parte promuove ‘Saperi e sapori” ma nel contempo è completamente succube della speculazione immobiliare.
La Confederazione nel documento citato afferma infatti che ‘In sintesi secondo la legislazione federale definito nel piano di rete i Cantoni sono chiamati a garantire il contingente SAC definito nel piano settoriale della Confederazione e a stabilire e mettere in pratica le misure necessarie per attribuire le SAC alla zona agricola”.
Dalle osservazioni emerge per il Ticino una situazione particolarmente confusa forse allarmante per la non chiarezza dei dati e delle analisi sintomo evidente d’una disattenzione nei confronti del territorio agricolo e della sua difesa.
La Confederazione afferma: ‘Il piano settoriale federale impone al Canton Ticino la garanzia di 3’500 ha di SAC. Secondo la scheda P8 la SAC complessiva non ancora dichiarata dai Comuni ammonta a circa 1’300 – 1’800 ha”.
Nel piano direttore cantonale presentato a Berna si parla di 2’070 ha di SAC per ora dichiarate dai Comuni nei loro piani regolatori. Tra il dichiarato e il non dichiarato vi è dunque una differenza enorme che va con la massima urgenza analizzata capita e poi colmata poiché secondo la Confederazione ‘la garanzia del contingente SAC non è ancora data”.
La Confederazione chiede pertanto al Cantone informazioni precise riguardanti:
– Lo stato del SAC per Comune;
– Le stime delle SAC sottratte dai grandi progetti;
– L’acquisizione di nuove SAC tramite per esempio cambiamenti di destinazione dei PR o operazioni di recupero (compensazioni);
– Il conteggio separato delle superficie vignate all’interno delle zone SAC.
Fatte queste premesse chiediamo al Consiglio di Stato:
1. Se ha già rilevato in modo completo lo stato delle SAC e in modo particolare come giustifica la differenza enorme tra il dichiarato e il non dichiarato?
2. Quale politica intende intraprendere per ottemperare agli indirizzi della Confederazione nel caso le superfici SAC e di rimando quelle agricole non rientrassero nelle normative vigenti?
3. Come intende intervenire/sensibilizzare i Comuni su questa importante tematica?
Con ossequio

Per il Gruppo socialista
Pelin Kandemir Bordoli Bruno Cereghetti Milena Garobbio Fabio Canevascini Henrik Bang Raffaella Martinelli Gianrico Corti Roberto Malacrida Ivan Cozzaglio Bruno Storni Carlo Lepori

Bellinzona 21 novembre 2013