Imposta sul tonnellaggio: una parte della destra si spaventa e vuole improvvisamente rinunciare a nuovi privilegi fiscali per le compagnie di navigazione

La Commissione dell’economia del Consiglio degli Stati ha annullato la decisione del Consiglio nazionale di creare nuovi privilegi fiscali per le compagnie di navigazione e per il commercio di materie prime. La popolazione avrebbe dovuto sopportare il peso di questo progetto d’imposta sul tonnellaggio, senza che la Confederazione fosse in grado di fare una stima onesta del suo costo. Secondo un’indagine, una multinazionale ha usato il suo potere per influenzare il processo legislativo. Il PS Svizzero spera che il Consiglio degli Stati confermi questa decisione.

Samuel Bendahan, co-capogruppo socialista alle Camere federali, ha dichiarato: «Le numerose vittorie a favore della popolazione nei referendum fiscali degli ultimi anni hanno costretto la maggioranza borghese a rinsavire e ad affossare il proprio progetto. La riforma dell’imposta sul tonnellaggio avrebbe permesso a un’industria a dir poco controversa di beneficiare di privilegi fiscali ingiusti. Il costo per la collettività sarebbe stato di diversi milioni di franchi. Una parte della destra ha capito chiaramente di non avere alcuna possibilità di fronte al popolo». Il Partito Socialista Svizzero ha vinto tutti i referendum fiscali che ha lanciato perché i cittadini non vogliono nuovi privilegi fiscali finanziati sulle loro spalle.

Inoltre, una ricerca condotta dal sito web «Reflekt» ha rivelato pericolosi legami tra l’ex ministro delle Finanze Ueli Maurer e multinazionali come MSC, che beneficeranno direttamente dell’imposta sul tonnellaggio. Secondo questa ricerca, in occasione di una riunione organizzata da una consigliera agli Stati del PLR, è stata eliminata una parte del progetto che avrebbe obbligato queste multinazionali a rispettare il diritto del lavoro svizzero o europeo. «Questa ricerca è estremamente scioccante. L’ex consigliere federale Ueli Maurer e il Dipartimento delle Finanze non solo hanno offerto a MSC milioni di nuovi privilegi fiscali, ma le hanno anche servito  il dumping salariale su un piatto d’argento», conclude Samuel Bendahan.

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