Il matrimonio per tutt* è davvero necessario?

Considerando che già oggi le coppie omosessuali possono procedere a stipulare un’unione domestica registrata, è davvero necessario ampliare il concetto del matrimonio come chiede la modifica legislativa sulla quale voteremo il prossimo 26 settembre? Due motivi per cui ritengo che lo sia.

Innanzitutto sussistono notevoli differenze in materia di unione domestica registrata e matrimonio, tra i quali la possibilità di ricorrere all’adozione congiunta, l’accesso alla medicina riproduttiva oppure la naturalizzazione facilitata per il coniuge straniero e la copertura assicurativa in ambito di diritto sociale. In particolare, l’unione domestica registrata non tutela a sufficienza i bimbi delle famiglie arcobaleno, una realtà che già esiste ma ignorata dalla nostra legislazione. L’attuale situazione non è solo socialmente vergognosa, ma pure giuridicamente problematica per non dire illegale: la nostra costituzione è infatti chiara sul divieto di non discriminazione. L’art. 8 cita: “Tutti sono uguali davanti alla Legge”; continuando al capoverso sottostante con: “la Legge ne assicura l’uguaglianza, di diritto e di fatto, in particolare per quanto concerne la famiglia”. L’art. 14 garantisce pure “Il diritto al matrimonio e alla famiglia”. Diritti che fino ad oggi non sono di fatto garantiti alla comunità LGBT.

Il secondo motivo per cui voterò un chiaro SÌ il 26 settembre riguarda una delle argomentazioni usate dai contrari a questa modifica, che sostengono che il matrimonio (tradizionale) abbia una forte valenza sociale e culturale. Affermano che non si tratta “solo” di uno stato civile come lo è invece l’unione domestica registrata, ma un congiungimento che ha un significato particolare, che andrebbe perso se venisse ampliato alle coppie omosessuali. Concordo che il matrimonio abbia un particolare significato nella nostra cultura e proprio per questo ampliarlo significa lanciare un forte segnale di accettazione: abbiamo tutt* gli stessi diritti e non ci sono cittadini di categorie B.

Votare SÌ al matrimonio per tutt* farà quindi concretamente una differenza nelle vite delle coppie omosessuali e dei loro figli, permettendoci così di realizzare il principio di uguaglianza stipulato nella nostra costituzione, e avrà allo stesso tempo un impatto positivo sulla società, promuovendo l’inclusione e l’accettazione delle persone LGBT.

Articolo di Laura Riget, apparso su TIO il primo settembre

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