È ora di migliorare la sicurezza sociale per i lavoratori e le lavoratrici indipendenti!

È necessario agire per tutelare chi possiede un’attività da indipendente in Svizzera: questa categoria non solo soffre direttamente della crisi coronavirus, ma beneficia anche di una sicurezza sociale molto carente. Lo conferma uno studio commissionato dal PS Svizzero alla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e presentato ai media oggi a Berna. Il PS svizzero si sta attivando con diverse proposte e interventi concreti.

«Molti indipendenti lavorano in settori con bassi margini di guadagno e già prima della crisi disponevano un piccolo margine di manovra finanziario», ha dichiarato Mattea Meyer, copresidente del PS Svizzero. «La crisi ha messo in evidenza gravi carenze nei nostri sistemi di sicurezza sociale».?Spartaco Greppi, coautore dello studio della SUPSI sulla situazione dei lavoratori e delle lavoratrici indipendenti in Svizzera[1], conferma che «la protezione di questa categoria è largamente insufficiente: la situazione è problematica anche per quanto riguarda la previdenza vecchiaia, poiché un indipendente su quattro non versa i contributi per il secondo e il terzo pilastro[2]».

«A causa degli elevati ostacoli posti dalle varie assicurazioni sociali, molti lavoratori e lavoratrici hanno difficoltà ad accedere ad un aiuto finanziario, sia che siano dipendenti o indipendenti», ha spiegato Ada Marra, vicepresidente del PS Svizzero. «E le poche riserve si esauriscono rapidamente». Il PSS vuole quindi rispondere alla necessità di agire per proteggere questa categoria e si sta attivando a livello parlamentare attraverso diverse iniziative. Più specificamente, il PS Svizzero rivendica:

  • un’assicurazione obbligatoria d’indennità giornaliera per la perdita di guadagno in seguito a malattia o incidente per tutte le persone che esercitano un’attività lucrativa. (Barbara Gysi)
  • un regime di perdita di guadagno adattato all’evoluzione del mondo del lavoro, attuabile con l’introduzione di un’assicurazione generale di reddito. (Marina Carobbio)
  • degli strumenti sostenibili ed efficaci per il mercato del lavoro nell’ambito dell’assicurazione contro la disoccupazione. (Mustafa Atici)
  • che l’economia delle piattaforme digitali rispetti anche il diritto del lavoro in vigore e che i cantoni controllino e facciano rispettare questo diritto, al fine di proteggere, in particolare, i falsi lavoratori indipendenti che lavorano per i servizi di consegna. (Mattea Meyer)

L’accento è posto su una formazione professionale e un’innovazione orientate verso il futuro. «Per esempio, i corsi di riqualifica di lunga durata e la formazione professionale per gli adulti dovrebbero essere finanziati attraverso l’assicurazione di perdita di guadagno», afferma il Consigliere nazionale del PS Mustafa Atici. «Prevenire la disoccupazione è molto più redditizio che finanziarla»

Dall’inizio della crisi, il PS si è battuto a favore delle persone colpite nei settori precari e ha lottato per numerosi aiuti transitori. Ora, anche i lavoratori e le lavoratrici indipendenti e i piccoli imprenditori e imprenditrici impiegati nelle loro aziende hanno potuto accedere alle prestazioni dell’IPG. «Inoltre, gli indipendenti nel settore culturale sono stati presi a carico e l’indennità per le ore di lavoro ridotto è stata aumentata per chi percepisce un salario basso», ha detto Marina Carobbio, Consigliera agli Stati del PS. «Ora vogliamo soluzioni permanenti che vadano verso l’introduzione di un’assicurazione generale di reddito (AGR), come unione o come espansione di tutte le assicurazioni sociali per la vita professionale attiva. Il PS presenterà una mozione sull’AGR durante la sessione estiva».

[1] Studio «Gli indipendenti in Svizzera Composizione, protezione sociale, crisi pandemica»

[2] Indipendenti e dipendenti impiegati nella propria ditta.

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