Docente licenziato in Vallese

La Sezione ticinese dell’Associazione svizzera dei liberi pensatori ha preso atto con grande indignazione della notizia relativa al licenziamento di un docente in un Comune dell’Alto Vallese docente la cui unica colpa sarebbe stata quella di essersi rifiutato di insegnare in un’aula nella quale fosse affisso il crocefisso.
L’insegnante in questione aveva rimosso il simbolo religioso dalle pareti della sua scuola un anno fa e non ha poi dato seguito all’ordine di riappendere l’emblema alle pareti. Si tratta di un rifiuto legittimo fondato non solo sui principi della Costituzione
federale che contempla la libertà di pensiero e la neutralità delle istituzioni pubbliche tra le quali la scuola in materia religiosa ma anche in base alla sentenza del Tribunale federale risalente al 1990 con la quale la massima corte aveva deliberato sul caso di Cadro caso che ora è stato riaperto e sul quale le istanze
competenti devono ancora esprimersi.
Il licenziamento senza fondati motivi del docente vallesano è segno del clima di crescente intolleranza che il mondo cattolico sta alimentando non solo in Vallese ma anche in Ticino. Nel nostro Cantone i vertici ecclesiastici stanno sistematicamente alzando il tiro delle loro pretese di influenza nel campo dell’insegnamento ed
in altri ambiti sensibili della vita sociale come quello della sanità.
Al di là della solidarietà verso l’insegnante colpito per le sue convinzioni e per l’impegno in difesa della laicità dello Stato i Liberi pensatori ritengono pure di esprimere la loro preoccupazioni verso una classe politica che da destra a sinistra e anche nella Svizzera italiana mostra un atteggiamento sempre più remissivo nei
confronti dell’arroganza clericale e questo nel totale disprezzo della molteplicità di opinioni che attraversa oggi la società e che consiglierebbe la scelta di una posizione neutrale degli enti pubblici in materia confessionale. I Liberi pensatori invitano
pertanto le forze politiche che si rifanno ai principi della laicità
ad impegnarsi affinché situazioni analoghe non abbiano a verificarsi
pure in Ticino.

Per l’associazione svizzera dei Liberi pensatori – Sezione Ticino il segretario:
Giovanni Barella