Cure dentarie: un Sì convinto all’iniziativa

Per la salute si fa tutto, si dice. Non è del tutto vero se il 5% della popolazione rinuncia alle cure per ragioni finanziarie e se una persona su cinque rinvia cure e interventi. Aggiungiamo poi che in Svizzera (e dunque anche in Ticino) il 20% delle famiglie non è in grado di sostenere una spesa imprevista di 2.500 franchi, che corrisponde a una cura dentaria di media complessità e il quadro è completo. Si vota su un articolo costituzionale, dunque su due principi: cantone e comuni promuovono la prevenzione, il cantone istituisce un’assicurazione obbligatoria per le cure dentarie di base. La salute della bocca è l’unico elemento del nostro sistema sanitario che è lasciato alla responsabilità individuale, l’accesso alle cure è fortemente condizionato dalle disponibilità finanziarie. Gli avversari dell’iniziativa parlano di costi di 150 milioni di franchi e della nascita di una nuova cassa malati. Giocano sul malinteso volontario. Il modello proposto non è quello della Lamal, ma quello dell’AVS. Dunque finanziamento attraverso il prelievo salariale con un meccanismo già noto e oliato e che nessuno contesta. I 150 milioni sbandierati sono i soldi che oggi le e i ticinesi spendono per le cure dentarie, con l’iniziativa i costi verranno distribuiti in maniera più equa, garantendo a tutti l’accesso alle cure. Con un contributo sul salario dello 0,4% il costo per persona sarebbe attorno ai venti franchi al mese, che è quanto costa una visita di controllo e una pulizia dall’igienista. I dentisti sono in grande maggioranza contrari.

Logico, difendono interessi personali e corporativi. Ricordo un’inchiesta di Patti Chiari del 2022. Mandò una paziente da otto dentisti in Ticino e nei Grigioni. Risultato: enormi differenze tra i preventivi, piani di cura totalmente diversi, estrazioni proposte a geometria variabile. Un segnale chiaro delle storture di un sistema che prevede un tariffario molto flessibile e che lascia le persone alla mercè dei professionisti. Il sistema della prevenzione funziona, nessuno lo nega. Funziona proprio perché è pubblico, ma copre soltanto la fascia di età 4-13 anni, poi, quando possono nascere i veri problemi, tutto è lasciato alla responsabilità di ognuno e alle possibilità economiche. La Svizzera ha un tasso di rinuncia alle cure tra i più alti in Europa. Non è un caso se in Germania, dove c’è copertura pubblica, il tasso si avvicina allo zero. La salute della bocca è salute del corpo. Lo testimoniano 60 medici che sostengono l’iniziativa. Sanno benissimo che trascurare le cure dentarie può significare in futuro patologie generali gravi. Che costano molto di più.

Maurizio Canetta, Corriere del Ticino 19 maggio

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