Ci vuole sensibilità, non esperienza

La salute dei giovani è un tema sempre più attuale e preoccupante, soprattutto dopo il periodo di pandemia e nell’ancora attuale situazione di crisi economica, climatica e sociale a livello globale, che sta mettendo a dura prova le risorse emotive e relazionali di tutta la popolazione e in particolare delle fasce più vulnerabili, di cui fan parte anche i giovani. Si assiste infatti a un aumento del consumo di sostanze, dei ricoveri, di tentati suicidi e suicidi, dei casi d’assistenza e di invalidità, a età sempre minori. Davanti a questo fenomeno molti genitori si sentono spesso soli e non trovano le strutture adeguate: i servizi pedopsichiatrici sono oberati e non di rado ci si deve appoggiare a cliniche psichiatriche per adulti, con tutti i rischi annessi. È inutile dire che questa sofferenza ha un impatto a lungo termine su tutta la società e andrebbe affrontata, collettivamente e politicamente, in maniera rapida e con coraggio.

Ma oltre al fenomeno del disagio giovanile, che cresce sia a livello di numeri che per complessità, esistono altri importanti fenomeni che toccano il mondo giovanile e con cui siamo particolarmente confrontati nel nostro cantone e nel Locarnese, come l’esodo giovanile e l’invecchiamento della popolazione. Molti giovani lasciano infatti il Ticino per cercare opportunità di lavoro e di crescita professionale altrove. Una perdita significativa perché questi giovani rappresentano il nostro futuro e la loro partenza comporta una perdita, oltre che di capitale umano, di competenze a lungo termine e di conseguenza anche un impoverimento del tessuto economico e sociale del nostro territorio.

Investire nelle politiche giovanili e familiari diventa quindi di fondamentale importanza per contrastare questi fenomeni e garantire un migliore futuro alla società. Per riuscire a fare ciò è però indispensabile avere rappresentanti politici, anche a livello comunale, che sappiano ascoltare le necessità dei giovani, dando loro gli spazi adeguati a esprimersi e l’opportunità di partecipare alla creazione della città.

Da giovane municipale che quotidianamente si trova a difendere le necessità della popolazione più fragile e delle giovani generazioni, purtroppo ho l’impressione che ci sia ancora un distacco troppo grande tra la maggioranza degli attuali rappresentanti politici e le esigenze reali della popolazione. E ancor di più me ne convinco e mi preoccupo studiando le persone che con grande convinzione stanno lottando per un posto nell’esecutivo locarnese. Persone che per anagrafe e partecipazione politica hanno per forza di cose anni di esperienza, ma che rischiano di rimanere fortemente sconnesse dai problemi odierni.

Perché se queste persone, sostenute dai loro schieramenti, sono le prime a non lasciare il posto a nuovi volti politici e a sentirsi indispensabili, mi chiedo come sia possibile creare una società rivolta al futuro, che tenga conto delle necessità dei giovani e che li convinca a restare a Locarno.

Articolo di Nancy Lunghi, candidata per la Sinistra Unita a Municipio e Cc di Locarno pubblicato su LaRegione dell’8 aprile

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