Bala i ratt: UDC irresponsabile

l’uDC di Pierre Rusconi ha finalmente gettato la maschera ed ammesso di essere committente della campagna che la deputazione ticinese alle Camere federali ha definito a giusto titolo controproducente ed idiota. Quello che pateticamente si è tentato di presentare come “satira” in realtà si iscrive nel solco delle ormai note campagne rozze e xenofobe delle pecore bianche e nere e dei minareti a forma di missili che tutti ricordiamo.

Il PS ribadisce la sua totale contrarietà a questo genere di messaggi volgari e fuorvianti che portano il confronto politico a livelli mai raggiunti in passato. Esso ricorda che mentre all’opinione pubblica con questa campagna l’uDC addita quelli che a suo parere sarebbero i responsabili di preoccupazioni sentite dalla popolazione nell’azione politica essa va in direzioni diametralmente opposte.

A tal proposito ricorderemo solo alcune scelte in tema di frontalieri e criminali stranieri da parte di questo partito due delle categorie prese di mira dalla campagna “Bala i ratt”.

Sui frontalieri: che la libera circolazione dei lavoratori potesse porre dei problemi alle zone di confine come il Ticino lo si sapeva dall’inizio tanto che già ben prima della stipulazione degli accordi bilaterali la sinistra e i sindacati pretesero misure di accompagnamento a questo specifico trattato che è solo uno dei molti accordi bilaterali con l’unione europea accettati dal popolo svizzero per evitare l’isolamento e il conseguente declino economico del nostro Paese. Tra i partiti più contrari a tutte le misure di accompagnamento c’è sempre stata l’uDC che nei fatti ha sempre sabotato tutti i miglioramenti delle garanzie a favore dei lavoratori residenti. Additare i frontalieri a responsabili della mancanza di posti di lavoro ben sapendo che ad assumerli sono le imprese svizzere e dopo essersi opposti a misure concrete per i residenti è una squallida presa in giro dei cittadini.

Sui delinquenti: l’uDC è stata tra le forze politiche contrarie al trattato di Schengen che prevede l’accesso per le nostre forze dell’ordine alla banca dati europea sui criminali uno strumento indispensabile per la lotta contro il crimine. Anche qui tra il dire e il fare la distanza è ampia sempre nella speranza che i cittadini non se ne accorgano.