Abolire la tassa di bollo – e poi?

Il 13 febbraio 2021 il popolo voterà su un oggetto di fiscalità di estrema importanza: l’abolizione di una delle tre tasse di bollo. Si tratta della tassa di emissione, riscossa su importi a partire da un milione di franchi quando un’impresa aumenta il capitale proprio emettendo nuovi titoli. Solo lo 0,25% delle imprese svizzere pagano la tassa di emissione, essa non concerne le piccole e medie imprese di cui si compone principalmente la nostra economia. La tassa di emissione da sola fornisce 250 milioni all’anno di introiti ed è messa in pericolo dalla votazione del 13 febbraio. Tuttavia il fronte borghese ha già previsto in una seconda fase di abolire anche le altre due tasse di bollo: la tassa di negoziazione e la tassa sui premi di assicurazione. La prospettiva è molto più grave di quanto sembra: perdere ben 2,2 miliardi di finanziamenti pubblici annualmente. Le persone che lavorano al giorno d’oggi subiscono sempre maggiori pressioni, sia dal mercato dell’impiego sia dalla tassazione. Non possiamo permetterci delle perdite di 2,2 miliardi annuali perché sarebbe ancora una volta la classe media a pagarne le conseguenze: prima con tagli nei servizi pubblici, poi con aumenti delle imposte. La classe media è confrontata con condizioni di lavoro sempre più violente che portano a una riduzione del potere d’acquisto, alla paura del licenziamento soprattutto per chi ha più di 50 anni, a difficoltà a trovare un posto fisso dopo la formazione, a stress e burnout dovuti a maggiori pressioni. Per queste ragioni non è possibile chiedere di aumentare i contributi proprio alla classe lavoratrice, al contrario è necessario avere dei servizi pubblici forti.

Il nostro sistema fiscale impone le transazioni di denaro attraverso imposte come le tasse di bollo e l’IVA. L’IVA viene versata da ogni persona che consuma qualcosa nell’economia reale e le tasse di bollo sono state create oltre 100 anni fa per compensare l’assenza di imposizione negli scambi finanziari. Se abolissimo prima la tassa di emissione e poi tutte le tasse di bollo, il settore finanziario sarebbe esentato da contribuzione! Si tratta di un’ingiustizia molto grave, perché i consumatori e le consumatrici nell’economia reale non hanno le risorse per assumersi l’intero carico fiscale, infatti per compensare le perdite l’IVA dovrebbe essere triplicata e questo è inammissibile.

Abolire le tasse di bollo sarebbe una mossa deleteria per l’economia e non farebbe che peggiorare il conflitto sociale tra persone esageratamente ricche e persone normali che si impoveriscono sempre di più. La classe media che lavora non può assumersi da sola il prezzo di una nazione unita. È necessario dire no alla modifica della legge federale sulle tasse di bollo (LTB) perché la posta in gioco è troppo alta.

Articolo di Federica Caggia, membro di Direzione PS Ticino, apparso sul Corriere del Ticino il 1. febbraio

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