Comunicato Stampa del PS: frasi, azioni e atteggiamenti intollerabili- Claudio Zali: ora basta!

I casi che coinvolgono il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali suscitano interrogativi e preoccupazione. Interrogativi perché sono vicende dai contorni ancora poco definiti, preoccupazione perché mettono pesantemente in dubbio la legittimità di una importante carica istituzionale. 
I fatti sono noti.
Due file audio pubblicati su un profilo Instagram riportano presunti dialoghi di Zali con una donna. Risalgono al 2023. Si parla di una terza donna, definita una “stalker”.  L’uomo – presumibilmente Zali – dice che quando è venuta da lui, “l’ha pestata”. Non si sa ovviamente se questo sia davvero avvenuto. In un altro brano Zali dice (o direbbe) che, per risolvere una questione riguardante la terza donna, gli “viene in mente” di chiamare “un amico di Milano che non mi tradirebbe mai”. “Non dirmi che non ci pensi anche tu a queste cose, almeno a farlo personalmente”, aggiunge il ministro. “No, non ci penso”, è la risposta della donna. Frasi che incitano alla violenza sulle donne che hanno spinto tre presidenti di partito (il liberale Speziali, il centrista Dadò, il socialista Sirica) a scrivere a Zali, chiedendogli di chiarire pubblicamente la vicenda. Il consigliere di Stato ha risposto con un comunicato nel quale parla di violazione della propria privacy e di registrazioni ottenute illegalmente. Annuncia inoltre denunce, anche per i tre presidenti di partito. Ma, in maniera inaccettabile nei confronti dell’opinione pubblica e del ruolo che ricopre, non entra nel merito della vicenda e prova a dipingersi come vittima.
Al di là delle possibili e ipotetiche implicazioni penali della vicenda, che sono di esclusiva competenza della magistratura, le frasi pronunciate dal consigliere di Stato Zali (che lui non ha formalmente smentito) indicano un atteggiamento prevaricatore che nulla ha a che vedere con il comportamento che ci si aspetta da un consigliere di Stato. Sono frasi e presunte azioni
che non possono essere in nessun modo tollerate
, anche se emergono da un dialogo privato diffuso dopo una registrazione illegale. Riteniamo che Claudio Zali debba assumere fino in fondo la responsabilità del proprio comportamento.
A questa situazione complessa e delicata si è aggiunta l’apertura di un fascicolo in procura per la riunione voluta da Claudi Zali per discutere il caso del ragazzo detenuto alla Farera. Le ipotesi di reato sulle quali il Procuratore Generale indaga sono abuso di autorità e tentata coazione. È certamente data la presunzione di innocenza, ma è un altro elemento che mette in discussione la possibilità di agire con piena lucidità e indipendenza da parte del responsabile del settore della giustizia. 
È poi emersa in queste ore un’altra vicenda (notizia data da RSI), che riguarda una pesante pressione sull’EOC per l’assunzione di un’amica di Claudio Zali ,con minacce di rendere pubblica la questione e toni intimidatori e ricattatori.
Riteniamo che la posizione di Claudio Zali non sia più sostenibile e lo invitiamo a dare le dimissioni per tutelare il buon nome delle istituzioni e mantenere nei cittadini la fiducia nel governo, scossa da comportamenti inaccettabili. Se questo passo indietro non dovesse verificarsi, invitiamo il Governo ad adottare tutte le misure di sua competenza per tutelare l’immagine e la credibilità delle istituzioni. Come minimo togliere a Claudio Zali la competenza della Divisione della giustizia e la Presidenza del gremio governativo.
 
 

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