Dieci milioni bastano?

È assurdo fissare per legge un numero massimo di abitanti… Ma un sistema economico basato sullo sfruttamento continuo di risorse non è sostenibile. Benvengano dunque proposte come salari garantiti, pressione fiscale sulle imprese non sostenibili, politiche dell’alloggio e dei trasporti pubblici. Ma l’iniziativa dell’Udc non parla di questo! Leggiamo che cosa propone. “Prima del 2050 la popolazione residente permanente della Svizzera non può superare i dieci milioni”, frontalieri e stagionali esclusi dunque, che diventeranno sempre di più! “Se la popolazione […] supera i nove milioni e mezzo, [… si dovranno prendere] provvedimenti riguardanti in particolare il settore dell’asilo e del ricongiungimento familiare”. Chi arriva in Svizzera per lavorare (e sono il 90 per cento) non potrà più essere accompagnato dal coniuge e dai figli. Ricadremmo dunque nel triste capitolo degli operai stagionali con i figli nascosti in casa, violando gli accordi sulla libera circolazione. I richiedenti l’asilo riguardano solo il 10% dell’immigrazione e la legge svizzera è già severissima: ulteriori provvedimenti lascerebbero la Svizzera da sola. “Se due anni dopo il primo superamento, [il limite di 10 milioni] non è ancora rispettato […], l’accordo sulla libera circolazione delle persone deve essere denunciato”. E quindi tutti gli accordi bilaterali. E niente Bilaterali III.
Lo scopo è chiaro: boicottare i rapporti con l’Ue e la politica di asilo. Le conseguenze di questa “iniziativa del caos”: aumento dei frontalieri, meno diritti per chi lavora, carenza di mano d’opera, crisi in molti settori economici e fine dei nostri rapporti con l’UEe. La nota politica dell’Udc, mascherata con belle parole sulla “sostenibilità”, la “protezione dell’ambiente” ecc. Non caschiamoci: votiamo no!

Articolo di Carlo Lepori, già deputato in Gran Consiglio, apparso il 6 giugno su la regione

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