Durante questa seduta di Gran Consiglio si discuterà della modalità di implementazione dell’iniziativa 10%, per ridurre l’impatto dell’assicurazione malattia obbligatoria sui bilanci delle famiglie ticinesi, prevista a partire dal 2029, dopo la fase transitoria. Il dibattito, per ora di principio, ruoterà attorno a due grandezze: il Premio medio di riferimento (Pmr) e il Premio medio effettivo (Pme). Definizioni che, pur somigliandosi nel nome, hanno una natura tecnica completamente diversa. La scelta di adottare in prospettiva l’una o l’altra come base di calcolo produce conseguenze importanti sull’ammontare del sussidio.
Il Pmr è un valore stabilito annualmente dal Consiglio di Stato ticinese, definito all’art. 28 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal) ed è una media ponderata dei premi pagati che tiene conto della diffusione del modello medico di famiglia, considerando però solo la franchigia ordinaria di 300 franchi. Il Pme è l’indicatore statistico utilizzato dall’Ufficio federale della sanità pubblica e corrisponde all’importo totale dei premi pagati da un determinato gruppo di assicurati diviso per il numero degli assicurati di quel gruppo. A differenza del Pmr, il Pme riflette tutte le scelte realmente compiute dagli assicurati: le franchigie opzionali (da 500 fino a 2’500 franchi per gli adulti), nonché i modelli assicurativi alternativi con i rispettivi sconti. Per questa ragione il Pme è più basso del Pmr.
Per il calcolo dell’incidenza dei premi il Consiglio di Stato ha avanzato l’ipotesi di voler sostituire, dopo la fase transitoria, il Pmr con il Pme. La proposta nasce dall’esigenza di contenimento della spesa pubblica e di una maggiore aderenza alla realtà del mercato assicurativo. Viene però trascurato un elemento determinante. Chi, per ragioni cliniche o economiche, non può assumersi il rischio di una franchigia elevata e deve quindi mantenere la franchigia minima, vedrebbe ridursi sensibilmente il sussidio. Il rischio è quello di vanificare l’intento stesso dell’iniziativa. Si tratta in gran parte di lavoratori a basso o medio reddito, persone in situazione di precarietà professionale, anziani che vivono di Avs senza diritto a prestazioni complementari, persone sole di età compresa tra i 50 e i 64 anni con patologie che riducono la capacità lavorativa senza generare un’invalidità riconosciuta.
Senza considerare che in Ticino più della metà degli adulti sceglie la franchigia minima (fonte Acsi marzo 2026). In altre parole, se si usasse il Pme il premio realmente pagato da oltre il 50% della popolazione sarebbe superiore al premio riconosciuto. In questo modo il Cantone calcolerebbe il sussidio sulla base di un premio inferiore a quello realmente pagato da una parte importante della popolazione. La differenza verrebbe interamente trasferita sugli assicurati. Va ricordato, in aggiunta, che il malato cronico e l’anziano raggiungono ogni anno il tetto massimo di partecipazione ai costi previsto dalla Legge: 300 franchi di franchigia ordinaria più 700 franchi di aliquota percentuale.
Il Pmr non sarà uno strumento perfetto, ma la sostituzione meccanica del Pmr con il Pme è problematica. Una possibile alternativa potrebbe essere quella di modulare in funzione del reddito la franchigia di riferimento come base di calcolo per il tetto del 10%. Franchigia minima per i redditi più bassi, franchigia progressivamente più alta per i redditi superiori. Una soluzione di questo tipo, ispirata al modello vodese, manterrebbe l’incentivo all’efficienza per chi può scegliere e tutelerebbe chi non può. Le verifiche e le riflessioni da fare sono ancora molte e non è oggi il momento di decidere sull’implementazione definitiva dell’iniziativa, prevista per il 2029.
Quello che il Gran Consiglio sarà chiamato a discutere nei prossimi due anni e mezzo non è un dettaglio tecnico, ma il principio stesso di solidarietà su cui si regge il sostegno ai premi votato il 28 settembre 2025. Si impone una scelta meditata, preceduta da una valutazione approfondita dei suoi effetti, perché al centro vi è l’obiettivo approvato dal popolo: garantire che i premi di cassa malati non superino il 10% del reddito delle famiglie.
articolo di Ivo Durisch, capogruppo PS, apparso il 9 maggio 2026 su Laregione