FFS Cargo, il Mendrisiotto non può pagare i tagli

Quello che sta accadendo a Ffs Cargo non è soltanto un problema aziendale. È una scelta politica. Ancora una volta, a pagarne il prezzo è il Mendrisiotto, insieme a tutto il Ticino. Da anni il nostro territorio subisce un lento ma costante ridimensionamento del comparto ferroviario e logistico: posti di lavoro che spariscono, servizi che vengono ridotti, attività che vengono centralizzate altrove. Chiasso, che per generazioni è stata uno dei cuori ferroviari del Paese, rischia oggi di diventare il simbolo di un progressivo abbandono. Ci viene detto che non ci saranno licenziamenti immediati. Ma non basta. Quando un territorio perde funzioni strategiche, competenze, professionalità e prospettive, perde anche dignità e futuro. Dietro ogni posto di lavoro non ci sono semplici cifre in un foglio Excel, ma persone, famiglie, storie di vita. Ci sono lavoratori che hanno costruito la propria esistenza attorno alla ferrovia, figli e nipoti di una tradizione ferroviaria che ha segnato profondamente l’identità del Mendrisiotto.

Il traffico merci ferroviario non può essere valutato esclusivamente secondo la logica del profitto. Ha un valore ambientale, territoriale e sociale enorme. Significa meno camion sulle strade, meno traffico, meno inquinamento. Significa anche garantire posti di lavoro qualificati e mantenere viva una regione di frontiera che troppo spesso viene ricordata soltanto quando bisogna sacrificare qualcosa. Condividiamo quindi pienamente le preoccupazioni espresse dal Sev, che da tempo denuncia il rischio di uno smantellamento progressivo del settore merci ferroviario. Continuare su questa strada significa indebolire non soltanto Chiasso, ma l’intero Ticino. Questa vicenda dimostra, inoltre, quanto il Mendrisiotto continui a pagare il prezzo della propria frammentazione politica e istituzionale. Divisi si conta poco. Uniti si avrebbe invece la forza necessaria per difendere infrastrutture, posti di lavoro e prospettive di sviluppo.

Per questo il prossimo 12 giugno saremo in piazza a Chiasso al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori. Perché difendere il servizio pubblico, il lavoro e il nostro territorio non è nostalgia: è una battaglia di giustizia sociale e di dignità.

Marco D’Erchie. La Regione 29 maggio

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