Faccio fatica a capire perché le malattie dentarie sono escluse dalla copertura della cassa malati (LAMal), rimanendo così i denti l’unica parte del corpo umano non considerata. C’è chi sostiene che così facendo si vuole obbligare la gente a prendersi cura dei propri denti: se si coprissero le spese delle cure dentarie, un po’ la gente se ne infischierebbe. Questa teoria mi sembra campata in aria. Seguendo questo bizzarro modo di ragionare ci si potrebbe allora chiedere come mai la cassa malati debba assumersi le spese per la cura delle malattie causate dal fumo, dal bere troppo e così via. La LAMal, anche per l’opposizione di tanti medici, fu accettata in votazione popolare solo per un soffio. Se si fossero opposti anche i dentisti, chiaramente contrari all’inclusione delle cure dentarie nella LAMal, quest’ultima non sarebbe mai passata. Probabilmente è per ciò che il parlamento decise allora di escludere, salvo che per casi molto particolari e gravi, le cure dentarie dalla LAMal. Quale medico generalista e d’urgenza, che lavora nella valle Onsernone, il comune più povero del cantone e con una percentuale particolarmente alta di persone anziane, vedo costantemente le conseguenze di una cattiva situazione dentaria. Difatti è ben dimostrato che da una dentatura in pessimo stato possono nascere o peggiorare i rischi per varie malattie come l’infarto miocardico, l’ictus, il diabete o dei tumori nella zona orofaringea. Le statistiche ci dicono che in Ticino quasi una persona su tre rinuncia o rimanda (spesso poi all’infinito) le necessarie cure dentarie perché non riesce a pagarle. Chi si trova in AVS, ma non ha gli aiuti della complementare, magari perché abita nella casa di sua proprietà o chi non si trova in assistenza, pur disponendo di mezzi finanziari molto limitati, sacrifica le cure dentarie a favore di altre necessità. Il divario tra chi le cure dentarie se le può permettere perché riesce a pagarle e chi per motivi finanziari non può accedervi è inaccettabile. Abbiamo chiaramente un’odontoiatria a due velocità. Questa grave ingiustizia sociale, che porta delle gravi conseguenze sulla salute – il nostro bene più prezioso – deve scomparire. Come fu il caso dell’assicurazione maternità, l’assicurazione per le cure dentarie verrà iscritta nella costituzione per essere messa poi in pratica nei dettagli, finanziata sul modello dell’AVS, molto più sociale che la cassa malati, favorendo così specialmente il ceto medio, che sempre più spesso fa fatica a pagare i premi per la cassa malati. Come sottolineato anche da numerosi professionisti della sanità, il 14 giugno dobbiamo votare SÌ per garantire così la tutela della salute di tutta la popolazione ticinese.
Beppe Savary, Corriere del Ticino 28 maggio