La cosiddetta «iniziativa per la sostenibilità » dell’UDC viene motivata con parole forti: l’immigrazione incontrollata porterebbe il nostro Paese a superare i 10 milioni di abitanti, con un conseguente sovraccarico delle infrastrutture, distruzione di territorio e aumento degli affitti.
Si tratta di un’argomentazione che intreccia immigrazione, sviluppo territoriale e protezione della natura con l’obiettivo di raccogliere un ampio consenso. Teoricamente una minore immigrazione può ridurre la pressione su alloggi e infrastrutture. Tuttavia, è fondamentale ricordare che la crisi abitativa dipende soprattutto dalle politiche immobiliari, più che dall’arrivo di stranieri.
Gli specialisti indicano infatti che la Svizzera è già oggi in grado di accogliere 10 milioni di abitanti senza dover ampliare le zone edificabili esistenti. L’iniziativa è subdola: interviene nella sezione «Ambiente e pianificazione del territorio » della Costituzione ed evita di affrontare in modo diretto la politica migratoria. Per ridurre l’immigrazione sarebbero necessarie azioni ben più incisive, come l’inasprimento della legge sull’acquisto di fondi da parte di stranieri – proposto recentemente dal Consiglio federale – o il contenimento delle attività economiche o un drastico blocco edilizio.
Non dobbiamo farci trarre in inganno: questa iniziativa avrà effetti negativi sul mercato del lavoro e non risolverà i problemi di alloggio. In Ticino il numero dei posti di lavoro è superiore agli abitanti e ci sono già tanti frontalieri.
Senza la possibilità di insediamento di nuovi residenti, aumenterebbero ulteriormente i pendolari dall’estero, aggravando la pressione sulle infrastrutture viarie. Si produrrebbe quindi un esito opposto a quello dichiarato dai promotori.
Infine, la questione demografica. Nei prossimi anni l’invecchiamento dei baby boomer non sarà compensato da nuove nascite. Per affrontare questa sfida sono necessarie politiche incisive: salari adeguati, affitti accessibili, sostegno alle famiglie. Concentrarsi esclusivamente sull’immigrazione non risolve i problemi reali della popolazione confrontata con un potere d’acquisto ridotto. L’iniziativa dell’UDC è inefficace e dannosa, quindi da respingere.
Cristina Zanini, Corriere del Ticino 27 maggio