I comuni tra approssimazioni e troppi annacquamenti

L’approssimazione, per usare un eufemismo, della gestione dati sulle abitazioni secondarie della Città di Locarno (con risultato distorto sotto il limite del 20%), disapprovata dall’imbarazzante rettifica intimata dalla Confederazione, confermando la segnalazione del PS, è clamorosa ma non sorprendente.

Infatti anche nel mio comune, questi dati sono tutt’altro che corretti. Non che si barasse, eravamo già sopra il 20%, ma il Registro edifici e abitazioni che i Comuni per legge devono costantemente aggiornare (art 1 Ordinanza abitazioni secondarie), era incompleto e obsoleto. Solo a seguito di una mia richiesta, un anno fa venne alla luce che da tempo non veniva aggiornato, da allora si cerca di ricostruirlo e sono emerse un centinaio di abitazioni secondarie non registrate.

C’è da chiedersi quale sia la qualità dei dati statistici ticinesi necessari alla Confederazione per verificare la corretta applicazione della Legge sulle abitazioni secondarie (LASec), probabilmente il povero Franscini si sta rivoltando nella tomba. Non è la prima volta che emergono lacune nella gestione locale. Si pensi al lassismo legato ai rustici che aveva indotto la Confederazione a bloccare le domande di costruzione fino all’adozione da parte del Cantone della specifica regolamentazione.

Sovente a livello comunale le leggi non vengono applicate, l’esempio di Lugano che non era intervenuta quando a Caprino era stato riempito un tratto di lago per ricavarne una spiaggia privata; ci volle un’inchiesta giornalistica (RSI Falò) a far desistere il promotore che rimosse il malfatto. Ma anche a Tenero si tollerano oscene recinzioni e inferriate sull’area di salvaguardia delle rive, di interesse pubblico comunale e perfino nel lago di proprietà del Cantone, che pure non interviene. A Gordola il Centro Sportivo Nazionale ha insediato una mega palestra in un capannone in zona industriale con il beneplacito del Municipio e in contrasto con le norme di PR come abbiamo poi constatato quando anche il Cantone volle la sua palestra nel medesimo capannone. È vero il diritto non è scienza esatta, ma ci sono limiti a tutto. Quanto succede a livello edilizio, pianificatorio e di residenze secondarie in molti Comuni è troppo sovente ben sopra le righe. Comuni che in ambito di abitazioni secondarie dovrebbero esplicitamente adottare misure per impedire sviluppi indesiderati (art.12 LASec) ma intanto le secondarie sono ormai 80.588 (31 dicembre 2025 con riserva da approssimazioni). Manca chiaramente la vigilanza, il Cantone ha fatalmente delegato la polizia edilizia ai Comuni, demandano i controlli a livello locale e ai confinanti.

La Confederazione a seguito di decisioni popolari ha legiferato indirizzi pianificatori ed urbanistici, Legge sviluppo territoriale, LASec, ma in Ticino tutto ciò sembra essere ignorato. Più si scende nella gerarchia istituzionale, più le leggi vengono annacquate e l’approssimazione cresce.

Bruno Storni, Corriere del Ticino 26 maggio

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