Le faville da avanspettacolo della Destra nostrana

Comincio dalle faville dei neofascisti che hanno accompagnato il corteo autorizzato del 1. maggio a Lugano e poi hanno avuto la faccia di bronzo di piagnucolare sui cocci rotti.

Inorridisce leggere i commenti equidistanti di municipali e consiglieri comunali. Fanno finta di non sapere che siamo in presenza di un’organizzazione, dalla quale occorre distanziarsi in modo chiaro e netto, perché è gente che per la remigrazione si ispira a chi ha deportato milioni di ebrei e di cittadini contrari alla dittatura nazifascista. La destra luganese non solamente non fa pulizia nelle sue fila, ma tantomeno condanna (a parte il collega Roberto Badaracco) i fenomeni.

Continuo poi con le faville dell’iniziativa che vuole inserire nella Costituzione ticinese l’idea che gli speculatori immobiliari, arricchitisi negli ultimi decenni grazie all’enorme crescita dei valori dei terreni nel Luganese e nel Locarnese, debbano pagare sempre le stesse imposte sulla sostanza immobiliare. E per propagandare la loro iniziativa popolare mettono in campo lo stereotipo del piccolo proprietario di casa, per il quale sanno benissimo che basta adeguare nella legge le deduzioni fiscali sociali sull’imposta della sostanza. I valori di stima in Ticino sono al 40% del valore commerciale, mentre dovrebbero essere al 70% secondo la giurisprudenza federale: la destra immobiliarista ticinese non ha proprio alcuna vergogna. A pagare le imposte devono essere gli inquilini e i salariati secondo loro. No quindi alla loro iniziativa pro saccoccia.

E finiamo con lo scontro a destra sulla libera circolazione delle persone. Ci tocca votare sull’ennesima pazzesca di Fantozzi: l’iniziativa popolare federale No a una Svizzera da 10 milioni, denominata iniziativa della sostenibilità. Ma da quando politici come il presidente dei proprietari fondiari Marco Chiesa e il climascettico Lorenzo Quadri, rispettivamente copresidente e membro del comitato di sostegno all’iniziativa, si preoccupano della sostenibilità e dell’eccessivo dimensionamento delle aree edificabili? Una barzelletta! Altre faville comiche sono quelle che li vedono litigare con i dirigenti degli imprenditori nostrani: Nicoletta Casanova, presidente dell’Associazione industrie ticinesi, e Fabio Regazzi, consigliere agli Stati del – fa sorridere – Centro, mi hanno mandato a casa un volantino nel quale invitano a votare «no» a una Svizzera da 10 milioni, perché «i perdenti saranno gli agglomerati e le regioni al di fuori dei grandi centri, dove sarà ancora più difficile mantenere le imprese o i servizi sanitari ». Tutto giusto, ma poi i servizi sanitari per mantenerli bisogna anche finanziarli e dare condizioni di lavoro adeguate al personale sociosanitario, cara Casanova e caro Regazzi, mentre per voi il momento è sempre buono per ridurre le imposte calcolate in base al reddito o alla ricchezza e per affamare la bestia (Starve the beast è la strategia della Reaganomics che taglia le imposte per ridurre la spesa pubblica).

Raoul Ghisletta, Corriere del Ticino 27 maggio

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