La popolazione svizzera ha esigenze di varia natura: quelle legate alla sicurezza certamente, ma anche moltissime legate al settore delle cure a persone anziane, bambini e persone malate in generale. Anche il territorio e la natura sono fragili e hanno bisogno di cure continue.
I giovani che prestano servizio civile offrono giornalmente un sostegno preziosissimo a moltissime organizzazioni senza scopo di lucro che si occupano di prestazioni sanitarie, sociali e nell’ambito della protezione del territorio.
Ad esempio, dei civilisti accompagnano ogni giorno dei collaboratori professionisti e dei volontari garantendo maggiori possibilità a persone con problemi di mobilità di uscire di casa, fanno compagnia a persone sole, sostengono dei genitori nella cura di bambini con disabilità. Gesti concreti e tangibili che aiutano veramente la popolazione e che hanno anche un valore economico non indifferente. Ridimensionare il Servizio civile significa privare la Svizzera di un sostegno preziosissimo e in definitiva significa ingrossare i costi sanitari e sociali: aumentare quindi i premi di cassa malati e aumentare le imposte.
Nella campagna in corso sul Referendum contro lo smantellamento del Servizio civile ho letto con tristezza molte imprecisioni e molte mezze verità, anche da parte di alti graduati dell’esercito. Questo non dovrebbe succedere visto il ruolo istituzionale della gerarchia militare. In particolare, si è descritto, anche dalle colonne di questo giornale, il servizio civile come una sorta di vacanza à la carte, un modo semplice per evitare i disagi del servizio militare, conciliando meglio studi e lavoro.
Come chiara smentita basta citare le stesse pagine web ufficiali dell’esercito: la durata del servizio civile è pari a 1,5 volte quella del servizio militare; comprende un impiego di lunga durata di sei mesi; gli impieghi annuali durano almeno 26 giorni; chi compie meno di 26 giorni di servizio computabili paga la tassa di esenzione dell’obbligo militare; anche durante il periodo di formazione (scuola universitaria, formazione professionale superiore) si è soggetti a un obbligo d’impiego annuale.
Il Servizio civile è un’alternativa seria, impegnativa e più onerosa, ma soprattutto utile e preziosa alla popolazione svizzera per chi non può conciliare il servizio militare con la propria coscienza. L’invito è di salvaguardare l’attuale soluzione equilibrata tra servizio militare e servizio civile e votare no alla modifica della Legge.
Danilo Forini, Corriere del Ticino 20 maggio