Da sempre il Monte Generoso riveste una grande importanza per la nostra regione e la sua popolazione: è quasi superfluo ricordarlo. Accenniamo soltanto agli aspetti principali che fanno di questa montagna un luogo speciale: il paesaggio, la natura, la geologia, l’agricoltura, il turismo. Nel 1998 era stato adottato dal Gran Consiglio il Piano di utilizzazione cantonale (Puc), strumento che aveva lo scopo di tutelare e promuovere il Monte Generoso: si trattava di valorizzarne le caratteristiche scientifiche, didattiche, turistiche e di svago, come pure di sostenere l’agricoltura, e al contempo di salvaguardare il suo territorio da interventi antropici che ne avrebbero potuto minacciare i valori naturalistici.
Nel dicembre del 2024 il Consiglio di Stato ha licenziato all’indirizzo del Gran Consiglio il messaggio relativo alla revisione e al finanziamento del Puc dopo oltre 25 anni dall’entrata in vigore del primo. Il messaggio tiene conto dei mutamenti intervenuti a livello pianificatorio, di protezione della natura e valorizzazione del paesaggio, di politica agricola e si basa su un’ampia consultazione alla quale hanno risposto l’Associazione dei Comuni del Generoso, singoli Comuni, proprietari di case secondarie, di strutture o di terreni agricoli, associazioni e fondazioni, la Ferrovia del Monte Generoso, l’Otr, il Museo etnografico, oltre che cittadini e cittadine interessati dalle modifiche. Il documento, che sarà discusso e votato durante la sessione del Gran Consiglio della settimana prossima, è sostenuto dai cinque Comuni del Generoso. Gli obiettivi della revisione sono bene illustrati sia nel messaggio governativo sia nel rapporto stilato da Maddalena Ermotti Lepori e da Sem Genini per la Commissione ambiente, territorio ed energia, che li sostiene.
Essi riguardano: il sostegno all’agricoltura, la tutela degli aspetti naturali e storico-culturali, le riserve forestali e la gestione del bosco, la protezione delle acque, la manutenzione delle strade e dei sentieri, le misure a favore del turismo, l’aggiornamento delle zone edificabili per residenze secondarie. Misure importanti e ampiamente condivise nella consultazione, che contribuiranno nei prossimi anni a gestire, valorizzare e tutelare un territorio e un patrimonio di grande importanza. Ampiamente condivise ma non da tutti: è infatti arrivato anche un secondo rapporto (relatori Gianluca Padlina e Andrea Rigamonti) che dissente su un punto: la mancata conferma delle zone edificabili per residenze secondarie di Pianez e Baldovana. Non senza qualche incongruenza: si propone di mantenere in zona edificabile speciale i fondi già edificati in quei due comparti, sottolineando di non mirare a confermare nuove possibilità edificatorie su quei mappali. Salvo poi scrivere, nelle Norme di attuazione, che sono ammessi ampliamenti (a Pianez) e addirittura nuove costruzioni (a Baldovana).
Ricordiamo che la delimitazione di una zona edificabile per residenze secondarie non può più essere ritenuta coerente con il quadro pianificatorio che si è sviluppato negli ultimi anni e nemmeno con la giurisprudenza in termini di zone edificabili speciali ai sensi dell’art. 18 Lpt. Del resto, i Municipi di Mendrisio e Castel San Pietro, interpellati dalla Commissione, ribadiscono con convinzione la loro adesione al messaggio governativo. Da sottolineare che i proprietari dei terreni già edificati sono comunque tutelati nella loro situazione acquisita.
L’auspicio dei Cittadini per il territorio del Mendrisiotto è che il Gran Consiglio appoggi la revisione del Puc del Generoso, così come proposta dal Consiglio di Stato votando il rapporto redatto da Maddalena Ermotti Lepori e da Sem Genini. Il Monte Generoso rappresenta un patrimonio collettivo del Mendrisiotto e del Cantone, non un’occasione per riproporre logiche edificatorie che appartengono al passato. Modifiche di questo tipo rischierebbero infatti di entrare in conflitto con il diritto superiore, esponendo il Puc a ricorsi e ritardi e compromettendo un lavoro atteso da anni.
Dopo un lungo percorso di approfondimento, consultazione e condivisione con i Comuni della regione, sarebbe irresponsabile mettere in pericolo un equilibrio costruito con fatica per favorire interessi particolari.
Ivo Durisch e Grazia Bianchi. La Regione 16 maggio