Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l’agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: «Perché osi intorbidarmi l’acqua?» L’agnello tremando rispose: «Come posso fare questo se l’acqua scorre da te a me?». «È vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole».
«Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato». «Allora» riprese il lupo «fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie». Quindi saltò addosso all’agnello e se lo mangiò. Cito per intero e nella versione di Fedro questa famosissima favola perché credo rappresenti bene una situazione paradossale che stiamo vivendo oggi. Una maggioranza del Consiglio federale e del Parlamento pensano di risolvere gli incontestabili problemi con cui da anni è confrontato il nostro esercito svuotando a poco a poco l’essenza del Servizio civile.
Ho fatto parte della Commissione federale di ammissione al Servizio civile, la cui attività ha poi portato all’introduzione della prova dell’atto. Abbiamo ascoltato centinaia di giovani rendere esplicito il loro conflitto di coscienza e molto, molto raramente ci siamo trovati di fronte a motivazioni materiali o di comodo. I giovani nella mia cerchia di conoscenze che hanno svolto o che stanno svolgendo il Servizio civile confermano in me la convinzione che le loro motivazioni etiche e morali sono serie, profonde e come tali vadano rispettate. Inoltre trovo che si tratti di un servizio da mantenere così come è e che non vada indebolito. Per esempio nelle strutture per anziani che mi capita di visitare il venire a mancare di questo capitale umano andrà giocoforza a scapito di chi subisce già le conseguenze dei tagli alla spesa sociale. Le modifiche contestate con il referendum renderanno meno efficienti gli impieghi delle e dei civilisti ed è prevedibile che faranno aumentare il numero dei giovani che si faranno scartare seguendo la cosiddetta via blu. Già oggi, e il dato è rimasto costante per anni, su 100 convocati 30 non sono ritenuti abili al servizio.
Non si portino quindi argomenti pretestuosi facendo passare la riforma per quello che non è… Come attivista della prima ora a favore del Servizio civile, come ex commissaria della Commissione federale e come firmataria del referendum vi invito a votare «no» il prossimo 14 giugno su questo tema. Non vogliamo che civiliste e civilisti facciano la fine dell’agnello di Fedro.
Daria Lepori, Corriere del Ticino 12 maggio