Nel dibattito sul dumping salariale notiamo immediatamente che i promotori dell’iniziativa portano argomenti validi e tangibili ai tavoli di confronto a favore dei lavoratori, Udc e contrari all’iniziativa antidumping portano la solita minestra riscaldata.
Far avere ai lavoratori un salario dignitoso permetterebbe loro di affrontare i continui e crescenti costi con cui sono confrontati permettendogli di arrivare alla fine del mese senza troppi patemi d’animo e facendo sì che non finiscano in povertà nonostante lavorino. Seguendo i vari dibattiti in televisione abbiamo sentito le ragioni di un esponente dell’Udc e ci siamo resi conto della poca sensibilità e del disinteresse per alcune categorie di cittadini da parte di questo gruppo politico. Veniva scientemente usata la scusa del frontalierato come argomento per non adeguare i salari alla difficile realtà che oggi affrontano gli svizzeri e i domiciliati, confrontati con ogni genere di aumenti da sostenere che stanno mettendo a dura prova la possibilità di una vita dignitosa loro e delle loro famiglie. Categoria di lavoratori costretti a chiedere aiuti sociali, necessari per poter coprire tutte le spese del mese. Denaro che viene prelevato delle tasse dei cittadini. Questa operazione lascia ancora più margini di guadagno all’imprenditoria a spese dello Stato.
I frontalieri che comunque sono lavoratori necessari per imprenditori ed economia svizzera, vivendo in Italia possono avere vita dignitosa nonostante i bassi salari. Pensiamo che sarebbe necessario e urgente versare un salario adeguato garantito per legge per permettere a tutti i lavoratori svizzeri e domiciliati di avere pari dignità lavorativa.
In un Paese civile e democratico, un deciso Sì all’iniziativa antidumping al voto referendario dell’8 marzo significa restituire ai lavoratori un’esistenza dignitosa.
Articolo di Daniele De Blasi e Renato Rossini, PS Morbio Inferiore, apparso l’11 febbraio 2026 su LaRegione