Quell’urlo di esultanza che non sentiremmo più

Ricordo come se fosse ieri l’ultima medaglia svizzera raccontata ai Giochi olimpici. Era il 2018. Sulle nevi di Pyeongchang, Dario Cologna stava volando verso il suo 4o titolo olimpico. E io, narratore, cantastorie, mediatore di emozioni, salivo di tono, a mano a mano che diminuivano i metri che lo separavano dal trionfo. Ricordo ancora, al rientro in Svizzera, le reazioni di alcuni amici sportivi: “Ta me fai vignì ul magun” mi aveva confessato un ex giocatore dell’Hcl, che a tre o quattro settimane dall’evento, ancora faticava a trattenere le lacrime. Ricordo ancora la mia ultima cronaca. Era il 31 d’agosto del 2019, ultimo giorno di lavoro prima di salutare i telespettatori. Era l’ennesimo successo di Nino Schurter in un Campionato del mondo. Il settimo di dieci sigilli. Che classe, che forza!
Sono passati alcuni anni, durante i quali ho goduto dell’ebbrezza di Andrea Mangia e Igor Nastic nel raccontare le imprese di Noè Ponti. Ho condiviso le “amenissime scalmane” di Armando Ceroni per una prodezza di Shaqiri con la maglia rossocrociata. Mi sono emozionato per la commozione di Giampaolo Giannoni a ogni ennesima resurrezione di Lara Gut.
E ora, tutto questo, potrebbe inabissarsi nel silenzio. Per poter risparmiare 37 centesimi al giorno. Non voglio banalizzare la situazione economica di persone costrette a contare i centesimi. Tuttavia, in caso di accettazione dell’iniziativa “200 franchi bastano”, il risparmio equivalente ad 1 caffè alla settimana, comporterebbe delle conseguenze pesantissime. Verrebbero licenziate centinaia di persone, la maggioranza delle quali legate a professioni (giornalista, cameraman, fonico, sonorizzatore, montatore eccetera) che nella Svizzera italiana non avrebbero mercato, perché le emittenti private sprofonderebbero con la Rsi. Dalla Cassa di disoccupazione all’Assistenza pubblica, il passo sarebbe breve. Ironia della sorte, questi ex colleghi potrebbero non disporre neppure dei 418 franchi annui per seguire il calcio europeo su Dazn, e di altri 418 per seguire l’Fc Lugano su BlueTV. Il resto, ciclismo, Motomondiale, Formula 1, sci eccetera, diventerebbe cibo per ricchi.
Per carità, si può cucinare una dignitosissima pasta al sugo anche se non abbiamo cipolle in casa. Lo sport non è che un condimento della nostra esistenza. Un condimento che stuzzica la nostra sfera emotiva. Tuttavia, dimezzando il canone, rischieremmo di rimanere anche senza acqua, senza sale e senza pasta. Pensiamoci, prima di affrontare una dieta che ha molte controindicazioni e nessun beneficio. Anzi, scusate, ne avrebbe uno: il denaro per permetterci un caffè ogni settimana. Quando? Fate voi.


Articolo di Giancarlo Dionisio, consigliere comunale PS Capriasca,

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