Senza la Rsi la Svizzera italiana conta meno!

Non sempre ho condiviso e condivido l’operato della Ssr e della Rsi in particolare. Sono però cosciente che fare informazione completa in un territorio così piccolo, come è la Svizzera italiana, non sia facile. Le pressioni della “partitica”, della politica in senso lato e dei gruppi di interesse sono costanti e assillanti. Come cittadina qualsiasi, ho però la fortuna di vivere in un Paese, la Svizzera e il Ticino, in cui posso esigere e chiedere di ricevere un’informazione “… completa, diversificata e corretta…” e di veder garantito che “… l’offerta editoriale della Ssr soddisfi elevate esigenze sotto il profilo qualitativo ed etico… per la sua rilevanza, professionalità, indipendenza, varietà e accessibilità” (come si legge nella Concessione, cioè nel mandato che il Consiglio federale dà all’Ssr). E so che tutte le volte che ritenessi che la Rsi non garantisce quanto il Consiglio federale le chiede di fare, ho il diritto di far sentire la mia voce attraverso la Corsi (la società regionale che rappresenta il pubblico Rsi) e ottenere una risposta o – se dovuta – una rettifica da parte della Rsi. Posso così esigere, come semplice cittadina, che non ci siano né censure, né autocensure, che ci siano credibilità, senso di responsabilità, rilevanza e professionalità giornalistica – e mi permetto di dire che sulla vicenda di Crans-Montana l’abbiamo percepita bene nel confronto con altre emittenti, soprattutto estere. Questo è possibile perché la Rsi è un servizio pubblico e quindi ha il mandato politico di fare informazione, formazione, diffusione e promozione della cultura, dello sport e dell’intrattenimento. Senza dimenticare che, a livello nazionale, fa tutto ciò in quattro lingue, cosa che costa quasi il doppio di quanto costerebbe se la lingua fosse una sola, ma che certamente contribuisce a valorizzare le lingue e le culture minoritarie in Svizzera. Sull’altro fronte è chiaro che il mercato dei media svizzero (e ancor più quello della Svizzera italiana!) è troppo piccolo perché i decantati effetti della concorrenza possano funzionare. Del resto, la presenza di forti centri di potere, nonché la storia recente (si pensi solo all’inarrestabile declino della stampa scritta ma anche, in parte, alle difficoltà delle piattaforme online) hanno dimostrato come il mercato svizzero non abbia interesse nell’investire nell’informazione completa.
Sembra allora incomprensibile, in una democrazia diretta come la nostra e in uno stato orgogliosamente federalista, che sia una parte della politica a chiedere di dimezzare le risorse, di concentrare la gran parte delle produzioni nella Svizzera tedesca, di cancellare 6’000 posti di lavoro, retribuiti con giusti salari, a livello svizzero e centinaia nella Svizzera italiana, di veder evaporare l’importante indotto che la Rsi, come seconda più grande datrice di lavoro al Sud delle Alpi, riverbera sul territorio e sulle finanze cantonali, e soprattutto di pensare che la lingua e la cultura italiana possano venir rappresentate solo, o quasi, dalle emittenti della vicina repubblica.
Non è accettabile perché è semplicemente stupido non tener conto che la Svizzera italiana versa alla Ssr, con il canone e la pubblicità, circa il 4% di tutte le sue risorse ma riceve il 16% delle stesse, cioè un’iniezione finanziaria netta di centinaia di milioni. E non è vero che continuerà a essere così anche accettando l’iniziativa “200 franchi bastano!”, come dicono gli iniziativisti. La Svizzera italiana sarà la prima a pagarne le conseguenze perché da tempo ci sono pressioni, in particolare dalla Svizzera tedesca, per diminuire le risorse attribuite alla Rsi. Insomma, anche se vorremmo più sport e meno informazione o, invece, solo informazione o cultura o, ancora, più giochi e momenti di intrattenimento, in altre parole anche se non tutto ci piace della Rsi votiamo un convinto No all’iniziativa “200 franchi bastano”.
Articolo di Anna Biscossa, già granconsigliera PS, apparso il giovedì 29 novembre su La Regione

Beitrag teilen:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Animation laden...Animation laden...Animation laden...

Newsfeed